- Il roadshow fa tappa a Napoli
- Università, impresa e diplomazia: le voci del confronto
- La Campania, bacino strategico per la Luiss
- Competenze e occupazione: la sfida che attraversa il Mezzogiorno
- Domande frequenti
Il roadshow fa tappa a Napoli
La sede dell'Unione Industriali di Napoli ha ospitato la quinta tappa di "Nuove prospettive per imprenditori e studenti del territorio", il roadshow nazionale promosso dalla Luiss Guido Carli per portare il dibattito su formazione, competenze e occupazione fuori dalle aule romane, direttamente nei tessuti produttivi del Paese.
L'iniziativa itinerante — che nelle tappe precedenti ha già toccato altre città italiane — punta a costruire un ponte tra domanda e offerta di competenze, coinvolgendo attori istituzionali, imprenditoriali e accademici. Napoli, in questo disegno, non è una fermata qualsiasi: rappresenta il cuore di una regione che da sola alimenta una quota significativa della popolazione studentesca dell'ateneo.
Università, impresa e diplomazia: le voci del confronto
A dare il segno della trasversalità dell'evento è stato il profilo dei relatori che hanno animato il dibattito partenopeo. Il professor Enzo Peruffo, prorettore per la didattica della Luiss, ha portato la prospettiva dell'ateneo sul ripensamento dei percorsi formativi, tema che le università italiane affrontano con urgenza crescente alla luce dei dati — spesso impietosi — sul mismatch tra preparazione accademica ed esigenze del mercato.
Accanto a lui, Giancarlo Fimiani, in rappresentanza dell'Unione Industriale partenopea, ha offerto il punto di vista del mondo produttivo campano. Un tessuto imprenditoriale che, stando ai dati più recenti, fatica a reperire profili adeguati soprattutto nelle aree dell'innovazione digitale, della sostenibilità e del management internazionale. La presenza di Simona Esposito, segretaria di legazione del Ministero degli Affari Esteri, ha aggiunto una dimensione meno scontata al tavolo: quella della proiezione internazionale delle competenze e delle opportunità che la carriera diplomatica e il contesto globale possono offrire ai giovani laureati del Sud.
Una triangolazione — accademia, industria, istituzioni — che restituisce la complessità del tema e l'ambizione del format voluto dalla Luiss. Non il solito open day universitario, dunque, ma un tentativo di orientamento universitario calato in un contesto territoriale preciso, con interlocutori che di quel territorio conoscono vincoli e potenzialità.
La Campania, bacino strategico per la Luiss
Un dato basta a spiegare perché Napoli sia tanto rilevante nella strategia dell'ateneo: circa 1.500 studenti attualmente iscritti alla Luiss provengono dalla Campania. Una cifra che rende la regione uno dei principali bacini di reclutamento al di fuori del Lazio.
Per un'università privata che fa della selezione e della rete di relazioni due pilastri del proprio posizionamento, mantenere e rafforzare il legame con il territorio campano non è un esercizio retorico. Significa intercettare talenti, ma anche restituire valore sotto forma di connessioni con il mondo del lavoro, stage e percorsi di inserimento professionale. Un circuito che, quando funziona, può attenuare almeno in parte quel fenomeno di brain drain interno che continua a svuotare il Mezzogiorno delle sue energie migliori.
Competenze e occupazione: la sfida che attraversa il Mezzogiorno
Il tema attorno a cui ha ruotato l'intera giornata — il nesso tra competenze, educazione e occupazione — non è certo nuovo, ma resta drammaticamente attuale. I rapporti di Almalaurea e le rilevazioni Istat confermano anno dopo anno che il tasso di occupazione dei laureati meridionali resta sensibilmente inferiore a quello dei colleghi settentrionali, a parità di titolo. E che molte imprese del Sud dichiarano difficoltà di reperimento per profili qualificati, in un paradosso che racconta più di tante analisi la frattura tra sistema formativo e sistema produttivo.
In questo scenario, iniziative come il roadshow della Luiss assumono un significato che va oltre la promozione dell'offerta didattica di un singolo ateneo. Rappresentano un modello — certamente perfettibile — di dialogo strutturato tra chi forma e chi assume, con il coinvolgimento delle istituzioni che governano le politiche del lavoro e dell'internazionalizzazione.
La questione, però, resta aperta: quanta parte di questi sforzi riesce a tradursi in opportunità concrete per i giovani campani? E quanto pesa, nella scelta di un diciottenne napoletano, sapere che l'università in cui investirà tempo e risorse mantiene un filo diretto con il suo territorio di origine? Sono domande a cui solo i prossimi anni potranno dare risposta. Ma intanto, il fatto che il confronto avvenga — e avvenga a Napoli, non solo a Roma o Milano — è già un segnale che merita attenzione.
Domande frequenti
Che cos'è il roadshow della Luiss "Nuove prospettive per imprenditori e studenti del territorio"?
Si tratta di un'iniziativa itinerante promossa dall'università Luiss Guido Carli che tocca diverse città italiane. L'obiettivo è favorire il dialogo tra mondo accademico, imprese e istituzioni sui temi della formazione, delle competenze e dell'occupazione giovanile, con un'attenzione specifica alle esigenze di ciascun territorio.
Quanti studenti Luiss provengono dalla Campania?
Stando ai dati comunicati dall'ateneo in occasione della tappa napoletana, circa 1.500 studenti attualmente iscritti alla Luiss sono di origine campana, dato che rende la regione uno dei bacini più importanti per l'università al di fuori del Lazio.
Dove si è svolto l'evento di Napoli?
La quinta tappa del roadshow si è tenuta presso la sede dell'Unione Industriali di Napoli, scelta non casuale che ha voluto sottolineare il legame tra formazione universitaria e tessuto imprenditoriale locale.
A chi è rivolto il roadshow?
L'iniziativa si rivolge sia a studenti interessati a orientarsi nella scelta universitaria, sia a imprenditori del territorio che vogliono confrontarsi con l'ateneo sulle competenze più richieste dal mercato del lavoro.