La Procura di Caltanissetta ha depositato 380 pagine per chiedere l'archiviazione dell'inchiesta stragi 1992 mafia appalti, al termine di tre anni e mezzo di lavoro. Il giudice per le indagini preliminari ha gia detto no due volte. La Procura Generale della Cassazione ha chiarito che imporre nuove indagini sui mandanti esterni non e un 'atto abnorme'. Il caso, nonostante l'apparenza di una chiusura, resta aperto.
Il dossier mafia-appalti: pista confermata, nomi ancora assenti
A trentaquattro anni dalle stragi di Capaci (23 maggio 1992) e di via D'Amelio (19 luglio 1992), i pm nisseni riconoscono l'esistenza della pista mafia-appalti ma non riescono a identificare mandanti non mafiosi. Il documento al centro dell'inchiesta e un dossier di 956 pagine compilato nel 1991 dai carabinieri del ROS, con il colonnello Mario Mori e il capitano Giuseppe De Donno. Consegnato alla Procura di Palermo il 20 febbraio 1991, ricostruiva i legami tra Cosa Nostra e gli appalti pubblici siciliani. Falcone vi aveva attribuito un'importanza enorme: era la mappa di una rete che intrecciava politica, imprenditoria e criminalita organizzata.
Nella stessa richiesta di archiviazione, i pm identificano anche ex colleghi che avrebbero ostacolato Falcone e Borsellino dall'interno delle istituzioni. Tra i nomi citati compaiono l'ex magistrato Giuseppe Pignatone, Gioacchino Natoli e il generale della Guardia di Finanza Stefano Screpanti: figure che negli anni Novanta avrebbero avuto un ruolo nel frenare quell'indagine prima che producesse risultati.
Il nodo procedurale: il GIP dice no, la Cassazione si schiera
Il GIP Graziella Luparello ha gia respinto la richiesta di archiviazione per due volte, ordinando ogni volta di proseguire le indagini. Questo doppio diniego trasforma quella che in apparenza sembra una chiusura in un caso ancora in pieno svolgimento. Finche il giudice rimanda gli atti ai pm, l'archiviazione non diventa definitiva.
Il conflitto non si limita al tribunale di Caltanissetta. La Procura Generale della Cassazione ha criticato apertamente la scelta della procura nissena, sostenendo che ordinare nuove indagini sui mandanti esterni non costituisce un atto giuridicamente anomalo. Sul tema di istituzioni che mantengono la propria autonomia di fronte ai poteri forti, il dibattito tocca piu settori: Anthropic ha rifiutato di mettere Claude a disposizione del Pentagono senza vincoli etici, un caso che mostra come il principio di autonomia istituzionale sia tornato al centro del dibattito globale.
Il depistaggio piu lungo d'Italia: otto ergastoli agli innocenti
Il capitolo piu pesante dell'intera vicenda resta il falso pentito Vincenzo Scarantino. Le sue dichiarazioni false sulla strage di via D'Amelio portarono all'ergastolo di otto persone innocenti. Solo nel 2008, quando Gaspare Spatuzza riconobbe di essere lui il responsabile del furto dell'auto-bomba usata nell'attentato, la costruzione di bugie inizio a sfaldarsi. Ma il processo aveva consumato un decennio intero prima che la verita emergesse.
Questo depistaggio, il piu esteso della storia giudiziaria italiana, non e separabile dal quadro descritto nelle 380 pagine di Caltanissetta. Le stesse omissioni e i sabotaggi interni che hanno ostacolato Falcone e Borsellino hanno permesso a quella rete di bugie di reggere per anni. La domanda di istituzioni trasparenti e affidabili non riguarda solo la giustizia: Wishew, il social network filantropico nato in Italia, ha costruito un modello di condivisione civile orientata alla trasparenza, arrivando fino alla Silicon Valley.
Cosa rimane senza risposta dopo trentaquattro anni
L'agenda rossa di Borsellino, la cartellina in cui il magistrato annotava le sue riflessioni piu riservate, e sparita il giorno della strage di via D'Amelio e non e mai stata ritrovata. Oscar Luigi Scalfaro fu eletto Presidente della Repubblica il 25 maggio 1992, due giorni esatti dopo la strage di Capaci: quella bomba determino direttamente l'elezione presidenziale, e di li a poco sancio la caduta di un'intera classe politica.
Dopo trentaquattro anni, condanne definitive per i vertici di Cosa Nostra, revisioni processuali per gli innocenti di via D'Amelio, decine di sentenze: il nucleo di chi ha ordinato le stragi 1992 mafia appalti al di fuori della mafia non ha ancora un nome ne un processo.
Il GIP di Caltanissetta ha gia dimostrato, con due no consecutivi, che la pista non si e esaurita. La prossima mossa spetta alla Procura.