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Processo Petrolini: il 24 aprile il verdetto che dipende dalla perizia
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Processo Petrolini: il 24 aprile il verdetto che dipende dalla perizia

Il 24 aprile la Corte di Parma decide su Chiara Petrolini. Tutto ruota sulla perizia psichiatrica: 26 anni o assoluzione? Cosa decide il giudice.

Il 24 aprile 2026 la Corte d'assise di Parma pronuncia la sentenza di primo grado su Chiara Petrolini, la 22enne di Traversetolo accusata di aver ucciso e sepolto in giardino i due figli neonati. La Procura ha chiesto 26 anni di reclusione il 13 marzo; la difesa ha chiesto l'assoluzione il 27. Sei giorni al verdetto: tutto si decide su una sola domanda, quella che divide in due la perizia psichiatrica disposta dalla corte.

Due ritratti clinici opposti per la stessa ragazza

Le psichiatre nominate dalla Corte d'assise, Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli, hanno stabilito che Chiara Petrolini era capace di intendere e volere al momento dei fatti. Il profilo emerso la descrive come fragile, dipendente dal giudizio degli altri, con difficolta ad assumersi le responsabilita delle proprie azioni, che attribuisce sistematicamente agli altri. Preferiva la comunicazione digitale come schermo dal senso di vergogna - tratto diffuso tra i giovani adulti che gestiscono le emozioni attraverso le piattaforme online, come quelle che stanno ridefinendo i rapporti sociali: Wishew, social filantropico italiano arrivato in Silicon Valley. Nessuno di questi elementi, secondo le perite, incide sull'imputabilita: l'immaturita esiste ma non e patologica.

Il consulente della difesa, lo psichiatra Pietro Pietrini, affiancato dalla collega Alessandra Bramante, dipinge un quadro radicalmente diverso. La 22enne sarebbe "come una paraplegica psichica": gli stimoli emotivi non raggiungono i neuroni, alcune funzioni emotive e relazionali sono bloccate non per scelta ma per impossibilita strutturale. L'immaturita, in questa lettura, non e carattere ma patologia, e avrebbe compromesso la capacita di comprendere pienamente le proprie azioni nel settembre 2023. La difesa ne ha tratto la sua tesi centrale: la 22enne non era punibile.

Cosa succede se il giudice sceglie una delle due perizie

L'articolo 85 del codice penale stabilisce che nessuno puo essere punito se, al momento del fatto, non era imputabile. In caso di totale incapacita di intendere e volere, il giudice pronuncia l'assoluzione per non imputabilita, ma puo disporre una misura di sicurezza: il ricovero in una REMS (Residenza per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza), strutture che dal 2015 hanno sostituito gli ex ospedali psichiatrici giudiziari. Se invece l'imputabilita risulta solo parzialmente compromessa, ai sensi dell'articolo 89, la pena viene ridotta ma la condanna e comunque possibile.

Nel caso Petrolini le due perizie non offrono zone grigie: o capace, o non capace. La Corte dovra scegliere. Nel sistema penale italiano, le perizie disposte dal tribunale hanno un peso probatorio tendenzialmente superiore rispetto alle consulenze di parte; confutarle richiede che la difesa abbia presentato argomenti capaci di mettere in discussione il metodo o le conclusioni degli esperti nominati dalla corte. L'avvocato Nicola Tria ha costruito una tesi clinica articolata, ma l'onere probatorio per rovesciare la perizia ufficiale resta alto.

Il rischio suicidario tra psichiatria e diritto

Tra gli elementi introdotti dalla difesa c'e il rischio suicidario. Pietrini ha spiegato che la ragazza non ha ancora elaborato pienamente la portata emotiva di quanto commesso: quando la consapevolezza arrivera, sara un momento di "grandissima criticita". L'assenza attuale di risposta affettiva adeguata - che in aula potrebbe apparire come freddezza - e nella lettura della difesa un sintomo della condizione patologica, non un segnale di lucidita criminale.

Sul piano giuridico, il rischio suicidario non incide sul giudizio di imputabilita, che e ancorato al momento storico dei fatti e non alla situazione attuale. Potrebbe pero influire sulle misure accessorie disposte dopo la sentenza. La Procura ha respinto ogni lettura alternativa: i due infanticidi sono stati definiti "premeditati" e compiuti "con lucidita". Le attenuanti, per l'accusa, non devono prevalere sulle aggravanti.

Il 24 aprile il giudice Alessandro Conti dovra rispondere alla domanda che divide gli psichiatri: nel settembre 2023 a Traversetolo, la 22enne era presente o assente a se stessa? Da questa risposta dipende la differenza tra 26 anni di carcere e l'assoluzione.

Pubblicato il: 18 aprile 2026 alle ore 08:27

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it

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