493 miliardi di rupie nepalesi sono usciti dal paese tra il 2018 e il marzo 2025 come spesa per l'istruzione universitaria all'estero: il dato, registrato dalla Nepal Rastra Bank - banca centrale del Nepal, mette in prospettiva la posta in gioco della riforma appena annunciata dal nuovo premier Balendra Shah. Il 28 marzo, a un giorno dal suo insediamento, Shah - il primo ministro piu' giovane della storia del Nepal - ha presentato un piano di governance in 100 punti. Il punto piu' controverso riguarda le universita': le associazioni studentesche di partito devono sciogliersi entro 60 giorni.
Il piano in 100 punti e le reazioni di 14 partiti
Oltre allo scioglimento delle aile studentesche, il governo prevede l'istituzione di consigli studenteschi entro 90 giorni e la pubblicazione obbligatoria dei risultati degli esami di laurea nei tempi del calendario ministeriale. Viene eliminato anche il requisito del certificato di cittadinanza per iscriversi fino alla laurea triennale, un ostacolo che fino ad oggi escludeva centinaia di nepalesi dall'istruzione superiore nel proprio paese. Il segretario del ministero dell'Istruzione Choodamani Paudel ha confermato che le misure saranno eseguite entro i termini previsti.
Quattordici partiti politici, tra cui Nepali Congress e CPN-UML, hanno risposto con un comunicato congiunto il 1 aprile: la misura e' definita immatura, incostituzionale e antidemocratica perche' violerebbe l'articolo 17 della costituzione nepalese, che garantisce la liberta' di associazione. Il costituzionalista Chandra Kant Gyawali risponde che i nuovi consigli studenteschi rispettano il diritto di organizzazione nello spirito della carta, e che lo scioglimento delle strutture di partito non contraddice la costituzione.
Kedar Bhakta Mathema, ex rettore della Tribhuvan University, la piu' grande e antica del Nepal, sostiene da decenni che le strutture di partito danneggino gli atenei. "Quando ce ne sono molte, diventa sempre piu' difficile gestire l'istituzione. Sono piu' orientate a servire interessi di partito che a rappresentare gli studenti," ha dichiarato. Le cronache recenti confermano la sua preoccupazione: in novembre, un gruppo di leader studenteschi ha vandalizzato l'ufficio del rettore della Tribhuvan University perche' aveva rifiutato biglietti omaggio per una partita di cricket.
Il dato che manca nel dibattito: 543.000 studenti in sette anni all'estero
I dati del Ministero dell'Istruzione, Scienza e Tecnologia del Nepal e della Nepal Rastra Bank raccontano una tendenza che va oltre i sindacati. Tra il 2018/19 e il marzo 2025, il Nepal ha emesso 543.833 No Objection Certificate (NOC), il permesso obbligatorio per chi vuole studiare all'estero. In parallelo, la banca centrale ha registrato 493 miliardi di rupie di uscite verso le universita' straniere - e questo dato esclude chi studia in India, dove il NOC non e' richiesto.
Nel solo anno fiscale 2023/24 i NOC emessi sono stati 112.968, con una spesa di 125 miliardi di rupie. Il Nepal, che nel 2022 era al 23° posto tra i paesi di origine degli studenti internazionali, e' ora proiettato al 7° posto a livello globale. Le principali destinazioni: Giappone (34.731 studenti nel 2023/24), Canada, Australia, Regno Unito e Stati Uniti.
La Tribhuvan University, epicentro delle tensioni politiche che la riforma vuole ridurre, si posiziona oltre il 1.500° posto nelle classifiche Times Higher Education 2026. Gli esperti citano tra le cause primarie dell'esodo esattamente i problemi che il piano di Shah punta a risolvere: ritardi nella pubblicazione dei risultati, chiusure frequenti degli atenei, interferenze nelle attivita' accademiche.
La scommessa a lungo termine: centri di eccellenza e visti per gli stranieri
Il piano di Shah va oltre le associazioni studentesche. La vision paper di lungo periodo, elaborata dal governo precedente e fatta propria dall'attuale esecutivo, prevede la trasformazione delle universita' in centri di eccellenza, la fusione degli istituti con bassa iscrizione e la regolamentazione dei college affiliati a universita' straniere, piu' volte accusati di fornire titoli non riconosciuti fuori dal Nepal. L'obiettivo finale e' anche attrarre studenti internazionali con l'introduzione di un visto multiplo quinquennale.
Mathema avverte pero': "Le decisioni a lungo termine come le fusioni devono essere consultive e basate su studi approfonditi." Il termine di 60 giorni per lo scioglimento dei sindacati scade a fine maggio 2026, quello di 90 giorni per i nuovi consigli studenteschi a fine giugno. Entro allora si capira' se la riforma di Shah riesce a invertire una tendenza che nel solo 2023/24 ha portato quasi 113.000 studenti nepalesi a scommettere su un futuro accademico fuori dal paese.