Loading...
Economia blu, il Simposio SBEP di Bucarest rilancia la centralità dell'Oceano nel bilancio UE
Ricerca

Economia blu, il Simposio SBEP di Bucarest rilancia la centralità dell'Oceano nel bilancio UE

Centocinquanta stakeholder da 32 paesi riuniti nella capitale romena per tracciare il futuro della Sustainable Blue Economy Partnership. Sul tavolo 43 progetti già finanziati e 153 nuove proposte in valutazione

Il giro di boa della Partnership a Bucarest

Bucarest è diventata per due giorni la capitale europea dell'economia blu sostenibile. Il Simposio della Sustainable Blue Economy Partnership (SBEP) ha riunito circa 150 stakeholder — ricercatori, decisori politici, rappresentanti dell'industria e della società civile — in quello che gli organizzatori hanno definito il vero punto di svolta della Partnership. Non un semplice convegno, ma un momento di riposizionamento strategico.

L'appuntamento romeno arriva in una fase cruciale. La SBEP, nata per coordinare gli investimenti europei nella ricerca marina e marittima, si trova a metà del proprio percorso e deve ora dimostrare di saper tradurre i risultati ottenuti in orientamenti concreti per il prossimo ciclo di programmazione dell'Unione Europea.

I numeri di una rete europea in espansione

Qualche cifra aiuta a inquadrare la portata dell'iniziativa. La Partnership riunisce oggi 75 organizzazioni provenienti da 32 paesi, un perimetro che va ben oltre i confini dell'UE a 27 e coinvolge anche stati associati e partner extraeuropei. Si tratta di ministeri, agenzie di finanziamento della ricerca, istituti oceanografici e organismi regionali che hanno scelto di mettere in comune risorse e competenze per affrontare sfide che nessun singolo paese può gestire da solo: dalla protezione degli ecosistemi marini alla transizione energetica offshore, dalla sicurezza alimentare legata all'acquacoltura alla lotta contro l'inquinamento da plastica.

Una rete di questa ampiezza non ha precedenti nel panorama della blue economy europea. E il Simposio di Bucarest ha rappresentato l'occasione per verificare se la macchina funziona davvero.

Fabio Fava e il quadro per una politica oceanica connessa

Tra gli interventi più attesi, quello di Fabio Fava, figura di riferimento nel panorama italiano ed europeo della ricerca sulla sostenibilità. Fava ha presentato un quadro politico per una politica oceanica connessa, un documento programmatico che punta a superare la frammentazione attuale delle politiche marittime europee.

Il messaggio è chiaro: l'Oceano non può più essere trattato come un capitolo secondario delle politiche ambientali o industriali dell'UE. Serve un approccio integrato che colleghi ricerca, innovazione, governance e investimenti in un'unica cornice strategica. Stando a quanto emerge dalla sua presentazione, il quadro proposto mira a garantire coerenza tra le diverse iniziative — da Horizon Europe alla Mission Ocean — e a preparare il terreno per il negoziato sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (MFF) dell'Unione.

Per l'Italia, che vanta una tradizione consolidata nella ricerca marina e una posizione geografica strategica nel Mediterraneo, si tratta di un passaggio tutt'altro che marginale. Il peso che la blue economy avrà nel prossimo bilancio europeo determinerà le risorse disponibili per i centri di ricerca italiani e per le imprese del settore.

43 progetti finanziati e un terzo bando in valutazione

I risultati concreti della Partnership parlano già un linguaggio eloquente. Con i primi due bandi congiunti sono stati cofinanziati 43 progetti di ricerca e innovazione, distribuiti su temi che spaziano dalla biodiversità marina alle tecnologie per il monitoraggio degli oceani, dall'economia circolare costiera alle energie rinnovabili marine.

Ma è il terzo bando a dare la misura della crescita: ben 153 pre-proposte sono attualmente in fase di valutazione. Un numero che testimonia l'interesse crescente della comunità scientifica e imprenditoriale europea per i temi dell'economia blu, e che lascia prevedere un ulteriore ampliamento del portafoglio progetti nei prossimi mesi.

Il meccanismo dei bandi congiunti — in cui più paesi mettono in comune fondi nazionali con il cofinanziamento della Commissione Europea — si sta rivelando uno strumento efficace per evitare duplicazioni e massimizzare l'impatto della spesa pubblica in ricerca. Un modello, peraltro, che altre partnership europee stanno cercando di replicare.

Lo sguardo al prossimo MFF: l'Oceano come priorità strategica

La vera posta in gioco, tuttavia, si gioca sul terreno politico-finanziario. Il Simposio di Bucarest ha voluto lanciare un segnale preciso a Bruxelles: nel prossimo MFF dell'UE, la cui negoziazione entrerà nel vivo nei prossimi anni, l'Oceano deve occupare una posizione centrale.

La richiesta non nasce dal nulla. L'Unione Europea ha già adottato nel 2021 un approccio rinnovato all'economia blu sostenibile, e la Mission "Restore our Ocean and Waters" ha portato il tema al centro di Horizon Europe. Ma come sottolineato da diversi partecipanti al Simposio, gli investimenti attuali restano insufficienti rispetto alla scala delle sfide. Cambiamento climatico, perdita di biodiversità, sicurezza marittima, competizione geopolitica sulle risorse oceaniche: sono tutti dossier che richiedono un salto di scala nel finanziamento della ricerca e dell'innovazione.

La SBEP si candida a diventare lo strumento cardine di questa nuova stagione. Con 75 organizzazioni partner e un portafoglio progetti in rapida espansione, la Partnership dispone della massa critica necessaria per influenzare le scelte di bilancio europee. Ma il percorso è ancora lungo, e la competizione con altre priorità — difesa, digitale, competitività industriale — sarà serrata.

Quel che è certo è che il Simposio di Bucarest ha segnato un passaggio: dalla fase di costruzione a quella della maturità operativa. Ora tocca alla politica raccogliere il messaggio.

Domande frequenti

Cos'è la Sustainable Blue Economy Partnership?

La Sustainable Blue Economy Partnership (SBEP) è una partnership europea di co-programmazione e co-finanziamento che riunisce 75 organizzazioni di 32 paesi. Il suo obiettivo è coordinare e allineare gli investimenti nella ricerca e nell'innovazione per un'economia blu sostenibile, coprendo temi come la protezione degli ecosistemi marini, le energie rinnovabili offshore, l'acquacoltura sostenibile e il monitoraggio oceanico.

Quanti progetti ha finanziato finora la SBEP?

Attraverso i primi due bandi congiunti, la Partnership ha cofinanziato 43 progetti di ricerca e innovazione. Un terzo bando è in corso, con 153 pre-proposte attualmente in fase di valutazione.

Cosa si intende per MFF dell'Unione Europea?

Il Quadro Finanziario Pluriennale (Multiannual Financial Framework, MFF) è il bilancio a lungo termine dell'UE, che stabilisce i massimali di spesa per un periodo di almeno cinque anni. Il prossimo MFF determinerà le risorse disponibili per tutte le politiche europee, inclusa la ricerca marina e la blue economy.

Qual è il ruolo dell'Italia nella SBEP?

L'Italia partecipa attivamente alla Partnership attraverso i propri enti di ricerca e le agenzie di finanziamento. Fabio Fava, tra le figure italiane più coinvolte, ha presentato al Simposio di Bucarest un quadro programmatico per una politica oceanica integrata a livello europeo.

Pubblicato il: 1 marzo 2026 alle ore 19:00

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it

Articoli Correlati