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Elefantino del Bernini danneggiato a Roma: zanna spezzata in Piazza della Minerva
Cultura

Elefantino del Bernini danneggiato a Roma: zanna spezzata in Piazza della Minerva

Il ministro Giuli: «Inammissibile». Il Ministero della Cultura annuncia l'intervento di ripristino sulla celebre scultura seicentesca

Zanna spezzata: cosa è successo in Piazza della Minerva

Una delle zanne dell'Elefantino del Bernini è stata spezzata. Le immagini che circolano in queste ore non lasciano spazio a interpretazioni: il moncone di marmo bianco, netto nel taglio, racconta un gesto brutale contro uno dei simboli più amati del centro storico di Roma.

La scultura, collocata in Piazza della Minerva dal 1667, sorregge un obelisco egizio del VI secolo a.C. e rappresenta uno degli scorci più fotografati della capitale. Un piccolo capolavoro barocco che generazioni di romani e turisti hanno imparato a riconoscere come parte integrante del paesaggio urbano. Ora quella sagoma familiare appare mutilata.

Stando a quanto emerge, il danneggiamento sarebbe stato riscontrato nelle prime ore della giornata. Non sono ancora stati resi noti dettagli sulle circostanze esatte né sull'eventuale identificazione dei responsabili. Le indagini sono in corso.

La reazione del ministro Giuli

Duro e immediato l'intervento del ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha definito "inammissibile" il danno inflitto al patrimonio artistico italiano. Una dichiarazione che va oltre la condanna di rito: il ministro ha annunciato che il Ministero della Cultura interverrà direttamente per il ripristino della scultura.

Le operazioni di restauro della scultura del Bernini richiederanno il coinvolgimento di specialisti del settore e, con ogni probabilità, il coordinamento con la Soprintendenza Speciale di Roma. Non sono stati ancora comunicati tempi né costi dell'intervento, ma la volontà politica di procedere rapidamente appare chiara.

Un monumento fragile, una storia di danni ricorrenti

Non è la prima volta che l'Elefantino finisce al centro delle cronache per episodi di vandalismo. Già nel 2020 una delle zanne era stata danneggiata — probabilmente da qualcuno che vi si era arrampicato — e successivamente restaurata. Il ripetersi di questi episodi pone un interrogativo che Roma non può più permettersi di ignorare: come si proteggono i monumenti a cielo aperto in una città dove l'arte convive quotidianamente con milioni di passanti?

Il problema, va detto, non riguarda solo l'Elefantino. I danni ai monumenti di Roma costituiscono un fenomeno cronico: fontane storiche usate come piscine, scritte sui muri antichi, frammenti rubati. Il confine tra incuria, ignoranza e vandalismo verso le opere d'arte è spesso sottile, ma l'esito è sempre lo stesso.

Tutela dei beni culturali: il nodo irrisolto

La questione resta aperta e tocca un nervo scoperto dell'amministrazione del patrimonio culturale nazionale. Il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004) prevede sanzioni severe per chi danneggia beni di interesse storico-artistico, con pene che possono arrivare alla reclusione. Ma la deterrenza, evidentemente, non basta.

Servirebbero più telecamere, più sorveglianza, forse barriere fisiche — soluzioni che però rischiano di snaturare il rapporto unico che Roma offre tra cittadini e arte. È il paradosso di una città-museo a cielo aperto: la stessa accessibilità che la rende straordinaria la espone anche alla vulnerabilità.

In un periodo in cui il dibattito culturale italiano spazia dalla musica — come dimostrano le serate di Sanremo 2026, Ditonellapiaga e TonyPitony trionfano nella serata delle cover — al valore economico del collezionismo e della cultura pop, episodi come questo ricordano che la tutela dei beni culturali richiede attenzione costante, risorse adeguate e, soprattutto, una coscienza civica che ancora troppo spesso manca.

L'Elefantino sarà restaurato. Ma la zanna spezzata resterà, almeno nella memoria collettiva, come l'ennesimo sfregio a un patrimonio che appartiene a tutti e che, proprio per questo, tutti dovrebbero sentirsi in dovere di proteggere.

Domande frequenti

Cos'è l'Elefantino del Bernini?

Si tratta di una scultura in marmo raffigurante un elefante che sorregge un obelisco egizio, realizzata su progetto di Gian Lorenzo Bernini e collocata in Piazza della Minerva a Roma nel 1667. È uno dei monumenti barocchi più noti della capitale.

Cosa è stato danneggiato esattamente?

Una delle zanne della scultura è stata spezzata. Le immagini mostrano il moncone di marmo privo della parte terminale, evidentemente fratturata.

Il Ministero della Cultura interverrà?

Sì. Il ministro Alessandro Giuli ha confermato che il Ministero si attiverà per il ripristino dell'opera, definendo il danno "inammissibile".

È già successo in passato?

Sì. L'Elefantino aveva già subito danni nel 2020, quando una zanna era stata danneggiata e poi restaurata. I monumenti romani esposti all'aperto sono frequentemente oggetto di atti vandalici.

Quali sanzioni prevede la legge per chi danneggia beni culturali?

Il Codice dei beni culturali (D.Lgs. 42/2004) prevede sanzioni penali che possono includere la reclusione e ammende significative per chi danneggia, distrugge o deteriora beni di interesse storico-artistico.

Pubblicato il: 1 marzo 2026 alle ore 19:00

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it

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