- Un sottopasso che cambia volto
- Il progetto Trame di Futuro
- Il ruolo degli studenti dell'Istituto Albe Steiner
- Orticanoodles: l'arte urbana come strumento di trasformazione
- L'inaugurazione e le voci istituzionali
- Riqualificazione urbana e scuola: un modello replicabile
- Domande frequenti
- Domande frequenti
Un sottopasso che cambia volto
Chi frequenta la stazione di Milano Rogoredo lo conosce bene. Il sottopasso ciclo-pedonale che collega i due lati della ferrovia è stato per anni uno di quei luoghi urbani che si attraversano in fretta, a testa bassa, senza che lo sguardo trovi nulla su cui soffermarsi. Pareti grigie, illuminazione insufficiente, un senso diffuso di abbandono. Da oggi non è più così.
Ottantacinque metri di murale hanno riscritto l'identità di quel passaggio sotterraneo, trasformandolo in una galleria a cielo chiuso dove colore e narrazione visiva accompagnano pedoni e ciclisti. Non si tratta di una semplice operazione estetica. Dietro al progetto c'è un percorso che ha coinvolto artisti, studenti e una grande azienda, in un esperimento di arte pubblica partecipata che merita attenzione.
Il progetto Trame di Futuro
Saipem, colosso dell'ingegneria e dei servizi per il settore energetico con sede proprio nell'area di Rogoredo, ha ideato e promosso l'iniziativa battezzata "Trame di Futuro". L'obiettivo dichiarato: restituire al quartiere un luogo rinnovato non solo nella funzionalità — con interventi sull'illuminazione e sulla manutenzione delle superfici — ma anche nel suo significato urbano e sociale.
Il nome non è casuale. Le "trame" evocano sia i fili narrativi che attraversano il murale, sia le connessioni tra soggetti diversi che il progetto ha intrecciato: un'azienda globale, un collettivo artistico di fama internazionale, una scuola superiore milanese e le istituzioni locali. Il risultato è un intervento che si inserisce nel filone della riqualificazione urbana attraverso l'arte, una pratica che a Milano ha precedenti significativi — dal quartiere Ortica a NoLo — ma che in questo caso aggiunge un elemento decisivo: il coinvolgimento diretto degli studenti.
Il ruolo degli studenti dell'Istituto Albe Steiner
L'Istituto Albe & Lica Steiner, storico istituto professionale milanese specializzato in grafica e comunicazione visiva, ha avuto un ruolo centrale nella genesi dell'opera. Gli studenti non si sono limitati ad assistere: hanno partecipato alla fase progettuale, lavorando a fianco degli artisti nella definizione dei temi e delle soluzioni visive.
È un aspetto che vale la pena sottolineare. In un sistema scolastico italiano che fatica spesso a trovare ponti concreti tra didattica e territorio, Trame di Futuro rappresenta un esempio di project-based learning calato nella realtà. I ragazzi hanno sperimentato cosa significa progettare per uno spazio pubblico reale, con vincoli tecnici, committenti e una comunità che vivrà quotidianamente il risultato del loro lavoro. L'educazione artistica, troppo spesso confinata nelle aule, ha trovato qui un campo d'azione tangibile.
Stando a quanto emerge dal racconto dei promotori, la collaborazione tra scuola e collettivo artistico si è sviluppata nell'arco di diversi mesi, con workshop, sopralluoghi e sessioni di co-progettazione. Un percorso formativo che va ben oltre le ore di alternanza scuola-lavoro e che potrebbe ispirare altri progetti scuola-arte urbana sul territorio nazionale.
Orticanoodles: l'arte urbana come strumento di trasformazione
La firma artistica dell'opera è quella degli Orticanoodles, duo creativo milanese composto da Wally e Alita, attivo da oltre vent'anni sulla scena della street art italiana e internazionale. Il nome rimanda al quartiere Ortica, dove il collettivo ha contribuito a creare uno dei percorsi di murales più noti di Milano.
Il loro intervento nel sottopasso di Rogoredo si sviluppa su circa 85 metri lineari di superficie, con un linguaggio visivo che mescola figurazione e astrazione, richiami alla natura e alla tecnologia, cromie vivaci pensate per contrastare l'oscurità tipica degli ambienti sotterranei. Non è decorazione: è un progetto site-specific, concepito per modificare la percezione dello spazio e il comportamento di chi lo attraversa.
Gli Orticanoodles portano in questa operazione un'esperienza consolidata nel rapporto tra arte e contesti urbani degradati. La loro convinzione — più volte espressa — è che un muro dipinto non cambi solo l'estetica di un luogo, ma ne ridefinisca le dinamiche sociali. Meno incuria genera meno incuria, più cura attrae più cura. Una teoria che trova riscontri in numerosi studi urbanistici e che a Rogoredo, quartiere dalla storia complessa, assume un significato particolare.
L'inaugurazione e le voci istituzionali
La cerimonia di inaugurazione si è svolta alla presenza di diversi rappresentanti istituzionali, a conferma del valore attribuito all'iniziativa da parte delle amministrazioni coinvolte. Accanto ai vertici di Saipem e alla dirigenza dell'Istituto Steiner, hanno partecipato esponenti del Municipio e della scena culturale milanese.
Il messaggio emerso con chiarezza è quello di un'alleanza tra pubblico e privato che, quando funziona, riesce a produrre risultati visibili in tempi ragionevoli. Il sottopasso non è solo più bello: è più sicuro, meglio illuminato, più frequentato. E un passaggio più frequentato è, per definizione, un passaggio più sicuro. La questione resta aperta su un punto cruciale: la manutenzione nel tempo. Le esperienze precedenti di arte pubblica a Milano insegnano che senza un piano di conservazione strutturato, anche le opere migliori rischiano di deteriorarsi rapidamente.
In un periodo in cui il dibattito culturale italiano si concentra spesso su grandi eventi mediatici — come le recenti serate del Sanremo 2026, Schettini nella quarta serata: parlerà di dipendenze e disagio giovanile — iniziative come Trame di Futuro ricordano che la cultura si costruisce anche nei sottopassi, nei quartieri periferici, nelle aule scolastiche dove un ragazzo impara a progettare un murale.
Riqualificazione urbana e studenti: un modello replicabile
L'aspetto forse più interessante di questa operazione è la sua potenziale replicabilità. L'Italia è piena di sottopassi, cavalcavia, muri ciechi e spazi residuali che attendono un intervento. Allo stesso tempo, migliaia di istituti scolastici — non solo quelli a indirizzo artistico — cercano occasioni per connettere la didattica alla realtà.
Il modello sperimentato a Rogoredo dimostra che quando un'impresa privata mette risorse, un collettivo artistico porta competenze e visione, e una scuola offre energia e sguardo giovane, il risultato può superare la somma delle parti. Non servono budget faraonici. Serve volontà, coordinamento e la consapevolezza che la riqualificazione urbana non è solo questione di ingegneria, ma anche di identità e appartenenza.
Milano, che da anni investe sulla rigenerazione dei propri quartieri, aggiunge un tassello significativo. Rogoredo, troppo a lungo associata solo alla cronaca nera, comincia a costruirsi un'altra narrazione. Ottantacinque metri alla volta.
Domande frequenti
Cos'è il progetto Trame di Futuro?
Trame di Futuro è un'iniziativa di arte pubblica partecipata promossa da Saipem per la riqualificazione del sottopasso ciclo-pedonale della stazione di Milano Rogoredo. Il progetto ha coinvolto il collettivo artistico Orticanoodles e gli studenti dell'Istituto Albe & Lica Steiner nella realizzazione di un murale di circa 85 metri.
Quali scuole hanno partecipato al progetto?
Il progetto ha coinvolto l'Istituto Albe & Lica Steiner di Milano, scuola superiore specializzata in grafica e comunicazione visiva. Gli studenti hanno partecipato attivamente alla fase di co-progettazione del murale, lavorando a fianco degli artisti.
Chi sono gli Orticanoodles?
Gli Orticanoodles sono un collettivo di arte urbana milanese formato da Wally e Alita, attivo da oltre vent'anni. Sono noti per i loro interventi di street art nel quartiere Ortica di Milano e per numerosi progetti di riqualificazione attraverso l'arte in Italia e all'estero.
Quanto è lungo il murale del sottopasso di Rogoredo?
L'opera si estende per circa 85 metri lungo le pareti del sottopasso ciclo-pedonale della stazione di Milano Rogoredo.
In che modo il progetto ha coinvolto gli studenti?
Gli studenti dell'Istituto Steiner hanno partecipato a workshop, sopralluoghi e sessioni di co-progettazione nell'arco di diversi mesi, contribuendo alla definizione dei temi visivi e delle soluzioni grafiche dell'opera murale.