- L'AI entra nelle strategie Inail: le parole di D'Ascenzo
- Prevenzione degli infortuni: il primo fronte dell'intelligenza artificiale
- Riabilitazione post-infortunio: la seconda direttrice
- Il quadro più ampio: sicurezza sul lavoro e innovazione tecnologica
- Domande frequenti
L'AI entra nelle strategie Inail: le parole di D'Ascenzo
Non più una prospettiva futuribile, ma una realtà operativa. È questo il messaggio lanciato da Fabrizio D'Ascenzo, presidente dell'Inail, durante un evento promosso dal ministero del Lavoro dedicato all'impatto dell'intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. D'Ascenzo ha chiarito con nettezza la direzione che l'Istituto intende seguire: le applicazioni di intelligenza artificiale in Inail si articolano lungo due direttrici ben definite — prevenzione e riabilitazione.
Due parole che, nel vocabolario dell'ente assicuratore pubblico, hanno un peso specifico enorme. La prima riguarda tutto ciò che avviene *prima* dell'infortunio: evitare che accada. La seconda interviene *dopo*, quando il danno si è già verificato e occorre restituire qualità di vita a chi ne è stato colpito. L'AI, stando a quanto emerge dalle dichiarazioni del presidente, non è un orpello tecnologico ma uno strumento che può incidere concretamente su entrambi i fronti.
Prevenzione degli infortuni: il primo fronte dell'intelligenza artificiale
La prevenzione degli infortuni sul lavoro resta una delle sfide più urgenti del sistema produttivo italiano. I dati Inail continuano a fotografare un Paese in cui cantieri, fabbriche, magazzini e persino uffici generano ogni anno un numero di incidenti che fatica a scendere sotto soglie accettabili. In questo scenario, l'intelligenza artificiale applicata alla prevenzione promette di cambiare le regole del gioco.
Come? Gli ambiti sono molteplici. Si va dai sistemi predittivi capaci di analizzare grandi volumi di dati — storico degli infortuni, condizioni ambientali, tipologia di lavorazioni — per individuare *pattern* di rischio prima che si traducano in incidenti reali, fino a dispositivi di monitoraggio in tempo reale che segnalano comportamenti o situazioni potenzialmente pericolose. Sensori indossabili, analisi video intelligente, piattaforme di machine learning addestrate su casistiche specifiche: il ventaglio di possibilità è ampio.
D'Ascenzo non è entrato nei dettagli tecnici dei singoli progetti, ma la cornice è chiara. L'Inail punta a passare da un modello prevalentemente reattivo — si interviene dopo l'infortunio — a uno proattivo, in cui la tecnologia aiuta a intercettare il pericolo con anticipo. Una svolta culturale, prima ancora che tecnologica, che si inserisce nel più ampio dibattito sulla sicurezza sul lavoro e intelligenza artificiale.
Riabilitazione post-infortunio: la seconda direttrice
Il secondo ambito individuato dal presidente Inail riguarda la riabilitazione lavorativa e, più in generale, il miglioramento delle condizioni di vita di chi ha subito un infortunio. Qui l'intelligenza artificiale si muove su un terreno diverso ma altrettanto promettente.
Le applicazioni riabilitative possono spaziare dalla personalizzazione dei percorsi terapeutici — grazie ad algoritmi in grado di adattare protocolli e tempistiche alle caratteristiche del singolo paziente — fino all'utilizzo di protesi e ausili tecnologicamente avanzati, guidati da sistemi di AI che ne ottimizzano il funzionamento. Esoscheletri intelligenti, interfacce neurali, piattaforme digitali per la teleriabilitazione: sono tutti ambiti in cui la ricerca sta facendo passi significativi e l'Inail, attraverso il suo Centro Protesi di Vigorso di Budrio e le strutture di ricerca collegate, ha una tradizione consolidata.
L'obiettivo dichiarato è chiaro: non limitarsi a indennizzare il danno subito, ma investire sulla qualità della vita della persona infortunata, restituendole il massimo grado possibile di autonomia. L'AI, in questa prospettiva, diventa un alleato prezioso per rendere la riabilitazione dopo un infortunio più efficace, più rapida e più su misura.
Il quadro più ampio: sicurezza sul lavoro e innovazione tecnologica
Le parole di D'Ascenzo si collocano dentro un contesto istituzionale in fermento. Il ministero del Lavoro sta moltiplicando le occasioni di confronto sull'impatto dell'intelligenza artificiale nel tessuto produttivo, e l'evento in cui il presidente Inail è intervenuto ne è la conferma. La questione non è più *se* l'AI trasformerà il mondo del lavoro, ma *come* governare questa trasformazione affinché produca benefici senza generare nuovi rischi.
Per l'Inail la partita è doppia. Da un lato, l'ente deve aggiornare i propri strumenti interni — valutazione dei rischi, gestione delle pratiche, analisi epidemiologica — sfruttando le potenzialità dei nuovi algoritmi. Dall'altro, deve accompagnare imprese e lavoratori nell'adozione di tecnologie che rendano i luoghi di lavoro più sicuri.
Resta aperta, naturalmente, la questione delle risorse e dei tempi. Portare l'intelligenza artificiale dalla fase sperimentale a quella di applicazione diffusa richiede investimenti, competenze specialistiche e un quadro regolatorio che tuteli i diritti dei lavoratori, a partire dalla protezione dei dati personali. Ma la direzione indicata da D'Ascenzo è inequivocabile: l'Inail intende essere protagonista, non spettatore, di questa transizione.
Domande frequenti
In quali ambiti l'Inail applica l'intelligenza artificiale?
Secondo quanto dichiarato dal presidente Fabrizio D'Ascenzo, le applicazioni di intelligenza artificiale in Inail si concentrano su due ambiti principali: la prevenzione degli infortuni sul lavoro e la riabilitazione delle persone che hanno subito un infortunio, con l'obiettivo di migliorarne le condizioni di vita.
Come può l'AI aiutare nella prevenzione degli infortuni?
L'intelligenza artificiale può analizzare grandi quantità di dati per individuare situazioni di rischio prima che si verifichino incidenti. Sistemi predittivi, sensori intelligenti e piattaforme di monitoraggio in tempo reale sono tra gli strumenti più promettenti per rendere i luoghi di lavoro più sicuri.
Cosa si intende per riabilitazione con l'intelligenza artificiale?
Si tratta dell'utilizzo di algoritmi e tecnologie avanzate — protesi intelligenti, esoscheletri, piattaforme di teleriabilitazione — per personalizzare e rendere più efficaci i percorsi di recupero delle persone infortunate, adattandoli alle esigenze specifiche di ciascun paziente.