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Fondali oceanici profondi, nasce la Giornata Internazionale: cosa c'entra l'Italia
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Fondali oceanici profondi, nasce la Giornata Internazionale: cosa c'entra l'Italia

Il 1° novembre 2025 segna la prima celebrazione voluta dall'Autorità Internazionale dei Fondali Marini. Dai governi promotori al progetto Miningimpact3: ecco perché riguarda anche la ricerca italiana

Una data da segnare: il 1° novembre 2025

È una di quelle ricorrenze che nascono quasi in silenzio, lontano dai riflettori, eppure raccontano molto dello stato del pianeta. Il 1° novembre 2025 si celebra per la prima volta la Giornata Internazionale dei Fondali Oceanici Profondi, un appuntamento istituito dall'Autorità Internazionale dei Fondali Marini (ISA, dall'acronimo inglese International Seabed Authority) con l'ambizione di portare all'attenzione dell'opinione pubblica globale un tema che, per sua stessa natura, resta nascosto: quello che accade a migliaia di metri sotto la superficie del mare.

Non si tratta di una giornata simbolica fine a sé stessa. Dietro la sua istituzione c'è un intreccio di interessi geopolitici, ambientali e scientifici che coinvolge decine di Paesi — Italia compresa.

Perché i fondali oceanici profondi meritano una giornata dedicata

I fondali marini profondi rappresentano oltre il 60% della superficie terrestre. Sono ecosistemi ancora in larga parte inesplorati, abitati da organismi che la scienza sta appena iniziando a catalogare. Sorgenti idrotermali, pianure abissali, montagne sottomarine: ambienti che regolano cicli biogeochimici fondamentali per l'equilibrio climatico del pianeta.

Ma c'è un altro aspetto, meno poetico e più urgente. Quei fondali custodiscono enormi giacimenti di minerali — manganese, cobalto, nichel, terre rare — sempre più appetiti dall'industria tecnologica e dalla transizione energetica. La pressione per avviare operazioni di estrazione mineraria sui fondali marini cresce di anno in anno, e con essa la necessità di capire quali conseguenze ecologiche comporterebbe.

È proprio in questo snodo tra sfruttamento economico e protezione degli oceani profondi che si inserisce la nuova giornata internazionale.

Chi ha voluto questa giornata e con quali obiettivi

La proposta è arrivata da un quartetto di Paesi geograficamente distanti ma accomunati da una forte esposizione alle questioni marine: Figi, Giamaica, Malta e Singapore. Quattro Stati insulari o costieri che, per ragioni diverse, vivono sulla propria pelle le trasformazioni degli oceani.

L'Autorità Internazionale dei Fondali Marini, organismo delle Nazioni Unite con sede a Kingston (Giamaica), ha accolto l'iniziativa inquadrandola nella più ampia cornice della governance delle aree marine situate oltre la giurisdizione nazionale — quelle che nel diritto internazionale del mare ricadono sotto il principio del "patrimonio comune dell'umanità", sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS).

Gli obiettivi dichiarati sono essenzialmente tre:

  • Promuovere la consapevolezza globale sull'importanza ecologica dei fondali profondi
  • Stimolare la cooperazione scientifica internazionale
  • Favorire una gestione sostenibile delle risorse marine, bilanciando le esigenze economiche con la tutela ambientale

Stando a quanto emerge dalle dichiarazioni ufficiali dell'ISA, la giornata vuole anche fungere da piattaforma per il dialogo tra governi, comunità scientifica e società civile su un tema che troppo spesso resta confinato nelle stanze dei negoziati tecnici.

Il ruolo dell'Italia: il progetto Miningimpact3

E l'Italia? Non è rimasta a guardare. Il nostro Paese partecipa attivamente al progetto Miningimpact3, un'iniziativa di ricerca internazionale finalizzata a studiare l'impatto ecologico delle attività di estrazione mineraria sui fondali oceanici profondi.

Il progetto — che si inserisce nel solco dei precedenti Miningimpact e Miningimpact2 — coinvolge istituti di ricerca europei e mira a raccogliere dati scientifici rigorosi sulle conseguenze ambientali del cosiddetto deep-sea mining. Tra le domande a cui cerca di rispondere: quanto tempo impiegano gli ecosistemi abissali a riprendersi dopo un'attività estrattiva? Quali specie sono più vulnerabili? Esistono soglie di impatto oltre le quali il danno diventa irreversibile?

Per la ricerca italiana è un'occasione rilevante. La partecipazione a Miningimpact3 colloca i nostri enti di ricerca nel cuore di un dibattito scientifico e politico che nei prossimi anni è destinato a intensificarsi, man mano che le richieste di licenze esplorative all'ISA aumenteranno.

Estrazione mineraria sui fondali: una corsa che preoccupa

La questione resta aperta, e non poco controversa. Da un lato, i fautori del deep-sea mining sostengono che i minerali dei fondali siano indispensabili per produrre batterie, turbine eoliche, componenti per veicoli elettrici — in altre parole, per alimentare la transizione verde. Dall'altro, una parte crescente della comunità scientifica e diverse organizzazioni ambientaliste chiedono una moratoria, almeno fino a quando non saranno disponibili dati sufficienti per valutare i rischi.

Alcuni Paesi si sono già schierati. La Francia, la Germania e diversi Stati del Pacifico hanno invocato una pausa precauzionale. Altri, come la Norvegia, hanno invece aperto alla possibilità di avviare attività estrattive nelle proprie acque. Il quadro normativo internazionale, gestito dall'ISA, è ancora in fase di definizione: il cosiddetto Mining Code, il regolamento che dovrebbe disciplinare lo sfruttamento commerciale dei fondali internazionali, non è stato ancora finalizzato.

In questo contesto, la nascita della Giornata Internazionale dei Fondali Oceanici Profondi assume un significato che va oltre la ricorrenza. È il segnale che la comunità internazionale riconosce — almeno formalmente — la necessità di affrontare il tema con serietà, prima che le decisioni vengano prese senza un'adeguata base di conoscenza.

Resta da vedere se alle parole seguiranno i fatti.

Domande frequenti

Cos'è la Giornata Internazionale dei Fondali Oceanici Profondi?

È una ricorrenza istituita dall'Autorità Internazionale dei Fondali Marini (ISA) per promuovere la consapevolezza sull'importanza ecologica e scientifica dei fondali marini situati oltre la giurisdizione nazionale. La prima celebrazione cade il 1° novembre 2025.

Chi ha proposto l'istituzione di questa giornata?

La proposta è stata avanzata dai governi di Figi, Giamaica, Malta e Singapore, quattro Paesi particolarmente sensibili alle tematiche legate alla gestione sostenibile degli oceani.

Cosa c'entra l'Italia con i fondali oceanici profondi?

L'Italia partecipa al progetto internazionale Miningimpact3, dedicato allo studio dell'impatto ambientale delle attività di estrazione mineraria sui fondali profondi. Si tratta di un programma di ricerca che coinvolge diversi istituti europei.

Cos'è il deep-sea mining?

Con deep-sea mining si intende l'estrazione mineraria dai fondali marini profondi, in particolare di minerali come manganese, cobalto, nichel e terre rare. È un'attività ancora in fase sperimentale e oggetto di un acceso dibattito internazionale tra chi ne sostiene la necessità per la transizione energetica e chi chiede una moratoria per ragioni ambientali.

Esiste già un regolamento per l'estrazione sui fondali internazionali?

Non ancora. Il cosiddetto Mining Code, il regolamento che l'ISA sta elaborando per disciplinare lo sfruttamento commerciale dei fondali marini internazionali, è tuttora in fase di negoziazione.

Pubblicato il: 1 marzo 2026 alle ore 19:00

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it

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