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Aliro 1.0, lo standard aperto che vuole rivoluzionare le serrature smart: NFC, UWB e Bluetooth sotto un unico protocollo
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Aliro 1.0, lo standard aperto che vuole rivoluzionare le serrature smart: NFC, UWB e Bluetooth sotto un unico protocollo

La Connectivity Standards Alliance rilascia la specifica definitiva con il supporto di Apple, Google e Samsung. Oltre 220 aziende coinvolte: i primi dispositivi certificati attesi entro fine 2026

Che cos'è Aliro 1.0 e perché cambia le regole del gioco

Chiunque abbia provato a far dialogare una serratura smart con il proprio smartphone sa quanto il panorama attuale sia frammentato. Ecosistemi chiusi, protocolli proprietari, compatibilità garantita solo entro certi recinti tecnologici. È esattamente il problema che Aliro 1.0 si propone di risolvere.

Il 26 febbraio 2026 la Connectivity Standards Alliance (CSA) — lo stesso consorzio che ha dato vita a Matter per la smart home — ha rilasciato la specifica definitiva di Aliro, un protocollo aperto pensato per rendere le serrature intelligenti interoperabili tra tutti i principali ecosistemi mobili. Non un aggiornamento incrementale, ma un nuovo standard destinato a ridisegnare il modo in cui accediamo fisicamente agli spazi.

La logica è semplice, almeno sulla carta: un'unica credenziale digitale memorizzata nel telefono o nello smartwatch deve poter funzionare con qualsiasi serratura certificata, indipendentemente dal produttore dell'hardware o dal sistema operativo del dispositivo mobile.

Tre tecnologie, un solo linguaggio

Il cuore tecnico di Aliro 1.0 risiede nell'unificazione di tre protocolli wireless che, fino a oggi, le aziende hanno implementato in ordine sparso:

  • NFC (Near Field Communication): il sistema a corto raggio già diffuso nei pagamenti contactless, ideale per l'apertura con un semplice avvicinamento del telefono alla serratura.
  • UWB (Ultra-Wideband): tecnologia a banda ultralarga che consente un posizionamento spaziale di precisione centimetrica, aprendo la porta — letteralmente — all'accesso hands-free quando ci si avvicina.
  • Bluetooth Low Energy: il protocollo a basso consumo energetico più diffuso nell'Internet of Things, utilizzato come canale di comunicazione complementare.

Fino a ieri ogni produttore di serrature smart sceglieva quale tecnologia supportare e come integrarla, con risultati spesso incompatibili tra loro. Aliro definisce per la prima volta un framework comune: stesse procedure di provisioning delle chiavi digitali, stessi meccanismi di autenticazione crittografica, stesse modalità di scambio dati indipendentemente dal canale radio utilizzato.

Stando a quanto emerge dalla documentazione tecnica pubblicata dalla CSA, il protocollo prevede anche una gestione granulare dei permessi — la possibilità, cioè, di condividere l'accesso con ospiti o familiari definendo finestre temporali precise e revocando le credenziali in tempo reale.

I colossi della tecnologia fanno fronte comune

Il dato forse più significativo non è tanto la qualità della specifica tecnica, quanto l'ampiezza della coalizione industriale che la sostiene. Apple, Google e Samsung — che da soli coprono la quasi totalità del mercato mobile globale — figurano tra i promotori dello standard. Un allineamento tutt'altro che scontato, considerando la storica rivalità tra questi ecosistemi.

Ma il perimetro è molto più ampio. Oltre 220 aziende hanno partecipato allo sviluppo di Aliro 1.0, un numero che include produttori di serrature, chipmaker, sviluppatori di piattaforme domotiche e operatori del settore hospitality. Il messaggio è chiaro: la frammentazione degli standard per serrature digitali è percepita come un freno all'adozione di massa, e l'industria ha deciso di affrontarla collettivamente.

Per il consumatore finale la promessa è quella di un'esperienza analoga a quanto avvenuto con i pagamenti contactless: una tecnologia che semplicemente funziona, senza dover verificare tabelle di compatibilità prima dell'acquisto.

Quando arriveranno i primi prodotti certificati

La pubblicazione della specifica è solo il primo passo. I primi dispositivi certificati Aliro sono attesi nel corso del 2026, con un programma di certificazione gestito direttamente dalla CSA che dovrà garantire l'effettiva interoperabilità tra serrature e dispositivi mobili di produttori diversi.

I tempi, va detto, potrebbero variare. L'esperienza di Matter — lo standard gemello per la domotica più ampia — insegna che il passaggio dalla specifica al prodotto sullo scaffale richiede mesi di test, iterazioni e talvolta revisioni. La CSA sembra però aver fatto tesoro di quella lezione: Aliro 1.0 arriva come release stabile, non come beta pubblica, e diversi produttori avrebbero già avviato lo sviluppo di prototipi durante la fase di pre-release.

Per il mercato italiano della domotica, dove le serrature smart stanno guadagnando terreno soprattutto nel segmento residenziale di fascia medio-alta e nelle strutture ricettive, l'arrivo di uno standard aperto potrebbe rappresentare un acceleratore importante. La frammentazione tecnologica è stata finora uno dei principali ostacoli all'adozione, insieme alle perplessità sulla sicurezza — un fronte su cui il protocollo crittografico di Aliro promette garanzie di livello superiore rispetto alle soluzioni proprietarie.

Cosa significa per il mercato della domotica

Aliro 1.0 non nasce nel vuoto. Si inserisce in una tendenza più ampia che vede l'industria tecnologica convergere verso protocolli aperti per la smart home, dopo anni di ecosistemi chiusi che hanno rallentato la diffusione della tecnologia di accesso smart home presso il grande pubblico.

La sfida, ora, è duplice. Da un lato c'è la necessità di convincere i produttori storici di serrature — molti dei quali hanno investito in piattaforme proprietarie — ad adottare il nuovo standard senza abbandonare i clienti esistenti. Dall'altro, occorre garantire che la sicurezza del protocollo regga nel tempo, perché una serratura compromessa non è un termostato che smette di funzionare: è la porta di casa.

La questione resta aperta, ma i presupposti per una svolta ci sono tutti. Con Apple, Google e Samsung allineati e oltre duecento aziende al tavolo, Aliro ha le carte in regola per diventare il Matter delle serrature. Resta da vedere se il mercato saprà cogliere l'occasione o se le resistenze di filiera rallenteranno, come già accaduto in passato, l'adozione di uno standard che sulla carta appare maturo.

Domande frequenti

Che cos'è esattamente Aliro 1.0?

Aliro 1.0 è uno standard aperto sviluppato dalla Connectivity Standards Alliance che unifica i protocolli NFC, UWB e Bluetooth per le serrature smart, garantendo l'interoperabilità tra dispositivi e sistemi operativi diversi.

Le mie attuali serrature smart diventeranno compatibili con Aliro?

Non automaticamente. Le serrature già in commercio dovrebbero ricevere un aggiornamento firmware dal produttore per supportare Aliro, ma nella maggior parte dei casi sarà necessario acquistare un dispositivo con hardware certificato. Dipenderà dalle scelte dei singoli produttori.

Quando potrò acquistare una serratura certificata Aliro?

I primi dispositivi certificati sono attesi nel corso del 2026. Le tempistiche esatte dipenderanno dal completamento del programma di certificazione della CSA e dai piani commerciali dei singoli produttori.

Aliro 1.0 è sicuro?

Il protocollo integra meccanismi di autenticazione crittografica avanzata e gestione granulare dei permessi di accesso. Trattandosi di uno standard aperto, la specifica è soggetta a revisione pubblica, un elemento che in genere contribuisce a identificare e correggere vulnerabilità più rapidamente rispetto ai sistemi proprietari.

Qual è la differenza tra Aliro e Matter?

Matter è uno standard per la domotica in senso ampio (luci, termostati, sensori), mentre Aliro è specificamente dedicato al controllo degli accessi fisici tramite serrature smart. Entrambi sono sviluppati dalla Connectivity Standards Alliance e condividono la filosofia dell'interoperabilità aperta.

Pubblicato il: 1 marzo 2026 alle ore 19:00

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it

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