- Il benchmark che fa discutere
- Configurazione a 7 core: i numeri del Tensor G6
- Il confronto con la concorrenza
- Cosa significa per i futuri Pixel 11
- Domande frequenti
Il benchmark che fa discutere
Non è il debutto che ci si aspettava. Un risultato Geekbench apparso in rete nelle ultime ore ha rivelato le prime prestazioni misurabili del Google Tensor G6, il system-on-chip destinato ad animare la prossima generazione di smartphone Pixel 11. I numeri, a dirla tutta, lasciano più di una perplessità.
Stando a quanto emerge dal test, il chip ha fatto registrare 845 punti in single core e 2657 punti in multi core. Cifre che, nel panorama dei processori mobile di fascia alta attesi per la seconda metà del 2026, appaiono decisamente contenute. Google sta ancora testando il componente — questo va detto — e i risultati potrebbero migliorare con l'ottimizzazione del firmware e del software di sistema. Ma il margine da recuperare sembra ampio.
Configurazione a 7 core: i numeri del Tensor G6
Il Tensor G6 adotta una configurazione CPU a 7 core con architettura 2 + 4 + 1: due core ad alte prestazioni, quattro core di efficienza e un singolo core dedicato, presumibilmente per compiti di background a bassissimo consumo. Il core principale raggiunge una frequenza massima di 4,11 GHz, un valore sulla carta competitivo ma che, evidentemente, non si traduce in punteggi all'altezza delle aspettative.
La scelta di rinunciare al classico schema a 8 core — ormai standard per i SoC di punta — potrebbe essere legata alla strategia di Google di privilegiare l'efficienza energetica e l'integrazione con i propri modelli di intelligenza artificiale, piuttosto che inseguire la pura potenza bruta. Una filosofia coerente con il DNA dei Tensor, ma che anno dopo anno espone il fianco alle critiche.
Il confronto con la concorrenza
È qui che il quadro diventa più problematico. I rivali non stanno fermi. Gli ultimi chip di Qualcomm, MediaTek e Apple hanno alzato sensibilmente l'asticella, e il gap prestazionale con il Tensor G6 rischia concretamente di allargarsi rispetto alle generazioni precedenti.
Per dare un ordine di grandezza: lo Snapdragon 8 Elite di Qualcomm, presentato alla fine del 2024, superava già i 3000 punti in single core su Geekbench 6, mentre il Dimensity 9400 di MediaTek si attestava poco sotto quella soglia. L'Apple A18 Pro, dal canto suo, viaggiava su valori ancora più elevati. Se il Tensor G6 dovesse confermare i punteggi trapelati, il distacco sarebbe difficile da giustificare anche agli occhi dell'utente meno tecnico.
Non è un problema nuovo per Google. Fin dal primo Tensor G1, l'azienda ha sempre preferito investire sul comparto NPU e sulle funzionalità software — riconoscimento vocale, fotografia computazionale, funzioni AI on-device — accettando un compromesso sulle prestazioni CPU e GPU pure. La domanda, però, è fino a che punto il mercato sia disposto a tollerare questo scambio.
Cosa significa per i futuri Pixel 11
I Pixel 11 restano avvolti nel riserbo tipico di Mountain View, ma la scheda tecnica del processore che li equipaggerà è ormai un tema caldo. Se le specifiche del Tensor G6 non dovessero migliorare in modo significativo prima della produzione di massa, Google potrebbe trovarsi nella scomoda posizione di proporre uno smartphone flagship con un motore percepito come inferiore.
Va considerato, naturalmente, che un benchmark sintetico non racconta tutta la storia. L'esperienza utente dipende dall'ottimizzazione software, dalla gestione termica, dall'efficienza complessiva della piattaforma. I Pixel, storicamente, riescono a offrire un'esperienza fluida e reattiva anche senza primeggiare nelle classifiche dei benchmark. Ma nel segmento premium, dove i prezzi superano abbondantemente i mille euro, la percezione conta. E i numeri parlano.
Il settore della tecnologia mobile, del resto, si muove a una velocità impressionante — basti pensare alle innovazioni nella stampa 3D ultraveloce, capace oggi di realizzare oggetti complessi in meno di un secondo — e restare indietro su un componente così centrale come il processore è un lusso che nessun produttore può permettersi a lungo.
Resta da capire se Google abbia un asso nella manica: nuove funzionalità AI esclusive, un balzo in avanti nella NPU, oppure un'ottimizzazione software talmente spinta da rendere irrilevanti i numeri grezzi. Per ora, però, il Tensor G6 ha più domande che risposte. E l'amaro in bocca, per chi sperava in una svolta prestazionale, è difficile da nascondere.
Domande frequenti
Quali sono i punteggi benchmark del Tensor G6?
Il Google Tensor G6 ha ottenuto 845 punti in single core e 2657 punti in multi core in un test Geekbench trapelato online. Si tratta di risultati preliminari, poiché il chip è ancora in fase di test.
Quanti core ha il processore del Pixel 11?
Il Tensor G6 adotta una configurazione a 7 core con schema 2 + 4 + 1: due core ad alte prestazioni (fino a 4,11 GHz), quattro core di efficienza e un core dedicato a compiti a basso consumo.
Il Tensor G6 è inferiore ai chip Qualcomm e Apple?
Stando ai benchmark emersi, il gap prestazionale rispetto ai processori di punta di Qualcomm, MediaTek e Apple appare significativo. I concorrenti superano ampiamente i punteggi registrati dal Tensor G6, soprattutto in single core.
Quando usciranno i Google Pixel 11?
Google non ha ancora comunicato una data ufficiale. Tradizionalmente, la serie Pixel viene presentata nella seconda metà dell'anno, e i Pixel 11 sono attesi con il Tensor G6 come processore di riferimento.