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Il primo chip a 2 nanometri è già realtà: non lo firma Apple né NVIDIA, ma Broadcom
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Il primo chip a 2 nanometri è già realtà: non lo firma Apple né NVIDIA, ma Broadcom

Avviate le spedizioni dei SoC custom prodotti da TSMC con 144 core Armv9. Destinazione: il Giappone, dove Fujitsu prepara il supercomputer FugakuNEXT

La corsa ai 2 nanometri ha un vincitore a sorpresa

Non è Apple. Non è NVIDIA. Nemmeno AMD o Intel. Il primo chip a 2 nanometri ad entrare concretamente in fase di spedizione porta la firma di un nome che, fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori, raramente conquista i titoli di prima pagina: Broadcom.

L'azienda californiana — colosso dei semiconduttori specializzato in soluzioni custom per data center, reti e infrastrutture — ha avviato le consegne dei suoi SoC a 2nm, bruciando sul tempo quei marchi che nell'immaginario collettivo dominano la frontiera dell'innovazione nei microprocessori. Una mossa che ridisegna la mappa della competizione tecnologica globale e che ha un destinatario ben preciso: il Giappone.

Il committente è Fujitsu, e il progetto si chiama Monaka. L'obiettivo finale? Costruire il successore di Fugaku, per anni il supercomputer più potente al mondo.

Dentro il chip: 144 core Armv9 e packaging 3.5D

I numeri del nuovo processore 2 nanometri Broadcom meritano attenzione. Il SoC integra 144 core basati sull'architettura Armv9, la più recente generazione dell'ecosistema Arm, progettata per carichi di lavoro ad altissime prestazioni e ottimizzata per l'efficienza energetica — un binomio sempre più cruciale nel mondo del supercalcolo.

Ma la vera particolarità tecnologica risiede nel packaging. Il chip adotta la soluzione 3.5D XDSiP (eXtreme Density System in Package), una tecnologia di assemblaggio avanzato che consente di impilare e interconnettere componenti eterogenei — logica, memoria, I/O — in un unico package ad altissima densità. È un passo oltre il tradizionale chiplet 2.5D e rappresenta, stando a quanto emerge dalle specifiche tecniche, uno dei primi impieghi commerciali di questa architettura di packaging su scala industriale.

La produzione dei wafer è affidata, come prevedibile, a TSMC, il foundry taiwanese che detiene il quasi-monopolio sulla manifattura dei nodi più avanzati. Il processo a 2 nanometri di TSMC — noto internamente come N2 — promette un salto significativo in termini di densità dei transistor e consumo energetico rispetto ai nodi a 3nm attualmente in produzione.

Il progetto Monaka e il futuro di FugakuNEXT

Per comprendere il peso di questa spedizione bisogna guardare al quadro d'insieme. Il progetto Monaka di Fujitsu è il cuore della prossima generazione di supercomputer giapponesi. Il nome in codice identifica il processore che alimenterà FugakuNEXT, l'erede di quel Fugaku che nel 2020 scalò la vetta della classifica TOP500 e che, sviluppato congiuntamente da Fujitsu e RIKEN (l'istituto nazionale di ricerca giapponese), è diventato un simbolo della capacità tecnologica del Paese.

Fugaku si basava sul processore A64FX, anch'esso con architettura Arm ma realizzato con un nodo produttivo ben più maturo (7nm). Il salto a 2 nanometri e a 144 core Armv9 rappresenta un cambio generazionale profondo: più potenza di calcolo, maggiore efficienza, densità computazionale radicalmente superiore.

Il Giappone investe da decenni nel supercalcolo come leva strategica per la ricerca scientifica — dalla simulazione climatica alla genomica, dalla scienza dei materiali all'intelligenza artificiale. FugakuNEXT si inserisce in questa traiettoria con l'ambizione dichiarata di mantenere Tokyo ai vertici della classifica mondiale.

TSMC al centro della partita globale dei semiconduttori

L'avvio della produzione a 2 nanometri da parte di TSMC conferma il ruolo insostituibile del foundry di Hsinchu nelle dinamiche dell'industria dei semiconduttori. Mentre Intel fatica a recuperare terreno sulla propria roadmap e Samsung attraversa una fase di transizione non priva di difficoltà, TSMC consolida la propria posizione di fornitore unico per i nodi più avanzati.

Che il primo cliente a ricevere chip N2 sia Broadcom — e non Apple, storicamente tra i primi ad adottare ogni nuovo nodo TSMC — dice molto sulla natura di questa commessa. Si tratta di un SoC custom, progettato su specifiche Fujitsu, destinato a un mercato verticale (il supercalcolo) dove i volumi sono contenuti ma i requisiti tecnici estremi. Apple, NVIDIA e gli altri grandi nomi seguiranno verosimilmente con i propri prodotti consumer e data center nei prossimi trimestri, ma il primato cronologico resta a Broadcom.

È un dettaglio che racconta l'evoluzione del mercato: la tecnologia semiconduttori 2nm non debutta sullo smartphone di massa, ma nel cuore di un supercomputer destinato alla ricerca. Le priorità dell'industria, almeno in questa fase, premiano le applicazioni ad alte prestazioni.

Cosa significa per la ricerca e l'innovazione

L'arrivo dei primi chip a 2 nanometri segna una soglia simbolica e tecnica insieme. Simbolica, perché si tratta di strutture in cui i transistor misurano pochi atomi; tecnica, perché ogni generazione porta con sé miglioramenti concreti nelle capacità di calcolo disponibili per la comunità scientifica.

Per la ricerca sui supercomputer in Giappone, il progetto FugakuNEXT rappresenta la continuità di una politica industriale e scientifica che considera il supercalcolo un'infrastruttura critica nazionale. Un approccio, vale la pena notare, che trova paralleli anche in Europa — dove il progetto EuroHPC sta cercando di dotare l'Unione di capacità di calcolo sovrane — e che interpella direttamente il mondo accademico e della ricerca.

L'innovazione nei microprocessori non è mai solo una questione di nanometri. È una questione di architetture, di packaging, di ecosistemi software, di catene di fornitura globali che legano il design californiano alla manifattura taiwanese alla ricerca giapponese. Questo chip ne è la dimostrazione plastica.

Resta da vedere se il primato di Broadcom accelererà i piani degli altri grandi player. La partita, come sempre nell'industria dei semiconduttori, è tutt'altro che chiusa.

Domande frequenti

Cos'è un chip a 2 nanometri?

Un chip a 2 nanometri è un processore realizzato con un processo produttivo in cui le strutture dei transistor raggiungono dimensioni dell'ordine di 2 miliardesimi di metro. Nodi più piccoli consentono generalmente di integrare più transistor nello stesso spazio, migliorando prestazioni ed efficienza energetica.

Perché Broadcom e non Apple o NVIDIA ha il primo chip 2nm?

Broadcom ha progettato un SoC custom a 2nm su specifiche Fujitsu per il supercomputer FugakuNEXT. Trattandosi di un progetto verticale con requisiti specifici, le tempistiche di sviluppo e consegna hanno preceduto quelle dei prodotti consumer di altri marchi.

Cosa è il progetto Monaka di Fujitsu?

Il progetto Monaka è l'iniziativa di Fujitsu per lo sviluppo del processore di nuova generazione destinato al supercomputer FugakuNEXT, erede del celebre Fugaku. Il chip integra 144 core Armv9 ed è prodotto con processo a 2nm da TSMC.

Cosa significa packaging 3.5D XDSiP?

Il packaging 3.5D XDSiP (eXtreme Density System in Package) è una tecnologia avanzata di assemblaggio dei chip che permette di combinare componenti diversi — processori, memoria, interfacce — in un unico package ad altissima densità, superando i limiti delle soluzioni 2.5D tradizionali.

Quando sarà operativo il supercomputer FugakuNEXT?

Le tempistiche esatte non sono state ancora ufficializzate, ma l'avvio delle spedizioni dei chip nel 2026 suggerisce che l'assemblaggio e il commissioning del sistema potrebbero procedere nei prossimi anni, compatibilmente con i tempi tipici di realizzazione dei supercomputer di classe exascale.

Pubblicato il: 1 marzo 2026 alle ore 19:00

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it

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