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Il telescopio James Webb svela i segreti dell'atmosfera di Urano: 15 ore di osservazione e scoperte inattese
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Il telescopio James Webb svela i segreti dell'atmosfera di Urano: 15 ore di osservazione e scoperte inattese

Un team internazionale ha ricostruito la struttura verticale dell'atmosfera superiore del pianeta, individuando aurore polari e un raffreddamento ancora in corso

Quindici ore con gli occhi puntati su Urano

Il 19 gennaio 2025 il telescopio spaziale James Webb ha dedicato un'intera sessione osservativa — quindici ore consecutive — all'atmosfera superiore di Urano, il settimo pianeta del Sistema Solare e uno dei meno esplorati. Un blocco di tempo osservativo così lungo, su un singolo bersaglio, non è cosa banale: lo strumento è conteso da centinaia di programmi scientifici ogni anno, e ottenere una finestra del genere significa che la comunità astronomica riponeva aspettative molto alte in questo esperimento.

I risultati, pubblicati ora dalla collaborazione internazionale che ha condotto lo studio, confermano che quelle aspettative erano fondate. Stando a quanto emerge dai dati, il James Webb ha permesso di ricostruire per la prima volta con questo livello di dettaglio la struttura verticale dell'alta atmosfera uraniana, rivelando fenomeni che gli strumenti precedenti — compreso il venerabile Hubble — non erano riusciti a catturare con altrettanta nitidezza.

La mappa dell'atmosfera superiore

Il cuore della scoperta sta nella ricostruzione tridimensionale degli strati più esterni del pianeta. Il team ha sfruttato le capacità infrarosse del James Webb per sondare regioni dell'atmosfera che nella luce visibile restano sostanzialmente opache. Ne è uscito un ritratto inedito.

La temperatura dell'atmosfera superiore di Urano si attesta intorno ai 150 °C, un valore che potrebbe sembrare elevato per un mondo così distante dal Sole — quasi 3 miliardi di chilometri — ma che in realtà rappresenta uno dei grandi enigmi della fisica planetaria. I giganti ghiacciati, Urano e Nettuno, mostrano termosfera più calda di quanto i modelli prevedrebbero considerando la sola radiazione solare. È il cosiddetto energy crisis delle atmosfere planetarie superiori, un rompicapo che gli scienziati inseguono da decenni.

Grazie a queste nuove osservazioni, i ricercatori dispongono ora di vincoli molto più stretti sui meccanismi di riscaldamento in gioco: onde gravitazionali atmosferiche, dissipazione di correnti elettriche, interazione con il vento solare. Nessuna di queste ipotesi è stata ancora esclusa, ma i dati del Webb restringono il campo.

Aurore ai poli magnetici: una scoperta attesa

Uno degli aspetti più spettacolari riguarda l'individuazione di due bande aurorali in prossimità dei poli magnetici di Urano. Le aurore, su questo pianeta, sono un fenomeno particolarmente interessante per una ragione geometrica: l'asse magnetico di Urano è inclinato di circa 59 gradi rispetto all'asse di rotazione, e il pianeta stesso ruota praticamente "su un fianco". Il risultato è un campo magnetico contorto, asimmetrico, che genera interazioni con il vento solare del tutto diverse da quelle osservate su Giove o Saturno.

Le bande aurorali rilevate dal James Webb confermano che particelle cariche provenienti dallo spazio interplanetario raggiungono l'alta atmosfera uraniana seguendo le linee di forza del campo magnetico e producono emissioni nell'infrarosso. La loro posizione, vicino ai poli magnetici e non a quelli geografici, è coerente con quanto ci si aspettava teoricamente, ma fino ad oggi le evidenze dirette erano frammentarie.

Si tratta, in sostanza, di aurore polari analoghe — nella fisica di base — a quelle terrestri, ma in un contesto magnetico radicalmente diverso. E il fatto di poterle studiare con questa risoluzione apre prospettive nuove per comprendere la magnetosfera di un pianeta che la sonda Voyager 2 sorvolò nel lontano 1986, fornendo gli unici dati in situ di cui ancora disponiamo.

Un pianeta che continua a raffreddarsi

C'è poi un dato che ha colpito il team: l'atmosfera superiore di Urano continua a raffreddarsi. Il confronto con misurazioni precedenti — alcune risalenti a osservazioni da terra, altre a campagne con Hubble — suggerisce un trend di diminuzione della temperatura che potrebbe essere legato a variazioni nell'attività solare o a cicli stagionali del pianeta stesso. Urano impiega 84 anni terrestri per completare un'orbita attorno al Sole, e le sue stagioni estreme — con un polo puntato verso la nostra stella per decenni — producono effetti ancora poco compresi.

Capire se il raffreddamento sia un fenomeno ciclico o una tendenza a lungo termine richiederà nuove osservazioni nei prossimi anni. Il James Webb, con la sua sensibilità nell'infrarosso, è al momento lo strumento più adatto per questo monitoraggio. I risultati ottenuti dimostrano, una volta di più, quanto la ricerca astronomica si basi sulla capacità di osservare lo stesso oggetto ripetutamente e con strumenti sempre più raffinati — un principio che vale tanto per lo spazio profondo quanto per le frontiere della tecnologia, come mostra ad esempio Stampante 3D ultraveloce: oggetti complessi costruiti in meno di un secondo, dove l'innovazione strumentale ha aperto scenari fino a poco tempo fa impensabili.

La questione resta aperta, ma una cosa è certa: Urano non è più il pianeta dimenticato del Sistema Solare. E il telescopio spaziale James Webb ha appena dimostrato che i suoi segreti meritavano quindici ore di attenzione.

Domande frequenti

Perché il telescopio James Webb è stato puntato su Urano per così tanto tempo?

Quindici ore di osservazione continua hanno permesso di raccogliere dati sufficienti per ricostruire la struttura verticale dell'atmosfera superiore del pianeta e rilevare fenomeni deboli come le emissioni aurorali nell'infrarosso, che richiedono lunghe esposizioni.

Qual è la temperatura dell'atmosfera superiore di Urano?

Le misurazioni del James Webb indicano una temperatura di circa 150 °C. Si tratta di un valore superiore a quello previsto dai modelli basati sulla sola radiazione solare, un enigma noto come energy crisis delle atmosfere planetarie.

Cosa sono le bande aurorali scoperte su Urano?

Sono emissioni luminose nell'infrarosso prodotte dall'interazione tra particelle cariche del vento solare e l'atmosfera del pianeta, localizzate vicino ai poli magnetici. Sono analoghe alle aurore boreali e australi terrestri, ma si verificano in un contesto magnetico molto diverso.

Perché l'atmosfera di Urano si sta raffreddando?

Le cause non sono ancora chiare. Potrebbe trattarsi di un effetto legato a variazioni dell'attività solare, a cicli stagionali del pianeta — che dura 84 anni terrestri — o a processi interni ancora da identificare. Saranno necessarie ulteriori osservazioni per stabilirlo.

Pubblicato il: 1 marzo 2026 alle ore 19:00

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it

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