- Il programma Solvers Wanted di Leonardo
- Prima sfida: navigare senza GPS
- Seconda sfida: comunicazioni quantistiche nello spazio libero
- Terza sfida: algoritmi per fotocamere quantistiche più performanti
- L'Italia e la corsa alle tecnologie quantistiche
- Domande frequenti
Il programma Solvers Wanted di Leonardo
Leonardo, il gruppo italiano leader nei settori aerospazio, difesa e sicurezza, ha lanciato un contest rivolto a ricercatori, startup e innovatori di tutto il mondo. L'obiettivo è chiaro: individuare soluzioni quantistiche applicabili a problemi ingegneristici reali. Il veicolo scelto è il programma Solvers Wanted, una formula ormai consolidata attraverso cui l'azienda apre le proprie sfide tecnologiche all'ecosistema esterno dell'innovazione.
Tre le sfide presentate in questa edizione 2026, ciascuna legata a un ambito specifico delle tecnologie quantistiche: sistemi di navigazione, comunicazioni e imaging. Non si tratta di esercizi accademici. Stando a quanto emerge dalla struttura del contest, Leonardo punta a ottenere proposte con un grado di maturità sufficiente per essere testate e, potenzialmente, integrate nei propri programmi industriali.
È un segnale che va letto nel contesto più ampio della competizione tecnologica globale, dove le applicazioni quantistiche stanno rapidamente uscendo dai laboratori per entrare — o almeno tentare di entrare — nella dimensione operativa.
Prima sfida: navigare senza GPS
La prima delle tre sfide affronta un tema che negli ultimi anni è salito prepotentemente nell'agenda della difesa e della sicurezza: la navigazione senza GPS. La dipendenza dai segnali satellitari rappresenta una vulnerabilità nota. Scenari di jamming o spoofing — ovvero l'interferenza o la falsificazione dei segnali GPS — non sono più ipotesi teoriche, ma rischi concreti documentati in numerosi teatri operativi.
La risposta potrebbe arrivare dagli orologi atomici di nuova generazione e dai sensori inerziali quantistici, dispositivi capaci di garantire una precisione di posizionamento elevatissima anche in assenza completa di segnale satellitare. Leonardo cerca soluzioni che possano rendere questi sistemi più compatti, robusti e adatti all'impiego su piattaforme reali — dai velivoli ai mezzi navali.
Si tratta di un filone su cui investono massicciamente anche gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia. L'Italia, con il suo tessuto di ricerca in fisica quantistica e le competenze industriali di Leonardo, ha le carte per giocare un ruolo di primo piano.
Seconda sfida: comunicazioni quantistiche nello spazio libero
La seconda sfida si concentra sulle comunicazioni quantistiche free space, vale a dire la trasmissione di informazioni codificate su stati quantistici attraverso l'atmosfera, senza il supporto di fibre ottiche. È un campo in rapida evoluzione: la distribuzione quantistica di chiavi crittografiche (Quantum Key Distribution, QKD) via satellite è già stata dimostrata sperimentalmente dalla Cina con la missione Micius, e diversi programmi europei stanno lavorando nella stessa direzione.
Le difficoltà non mancano. La turbolenza atmosferica, l'assorbimento dei fotoni e il mantenimento della coerenza quantistica su lunghe distanze restano ostacoli significativi. Leonardo chiede ai partecipanti di proporre approcci innovativi per superare — o quantomeno mitigare — queste barriere, con l'ambizione di rendere le comunicazioni quantistiche free space una tecnologia operativa e non solo dimostrativa.
La posta in gioco è alta: chi riuscirà a padroneggiare questa tecnologia avrà accesso a comunicazioni virtualmente inviolabili, un vantaggio strategico tanto nel settore militare quanto in quello delle infrastrutture critiche civili.
Terza sfida: algoritmi per fotocamere quantistiche più performanti
La terza e ultima sfida del contest riguarda lo sviluppo di algoritmi per migliorare le prestazioni delle fotocamere quantistiche. Si parla, in questo caso, di sensori in grado di sfruttare fenomeni come l'entanglement e la compressione dello stato quantistico della luce per superare i limiti fisici dei sistemi di imaging classici.
Le applicazioni potenziali spaziano dall'osservazione della Terra alla sorveglianza, dalla diagnostica medica all'ispezione industriale. Il collo di bottiglia, però, non è solo hardware: servono algoritmi capaci di estrarre il massimo dell'informazione dai dati acquisiti da questi sensori di nuova generazione. Un problema che richiede competenze trasversali, dalla fisica quantistica al machine learning.
Questo tipo di sfida ricorda, per certi versi, la logica con cui la ricerca tecnologica di frontiera procede su più fronti simultaneamente. Un approccio simile si osserva anche in altri ambiti dell'innovazione industriale, come nel caso della Stampante 3D ultraveloce: oggetti complessi costruiti in meno di un secondo, dove la convergenza tra hardware avanzato e software intelligente ha prodotto risultati fino a poco tempo fa impensabili.
L'Italia e la corsa alle tecnologie quantistiche
L'iniziativa di Leonardo si inserisce in un quadro nazionale ed europeo che sta prendendo forma con crescente chiarezza. L'Unione Europea ha stanziato miliardi di euro attraverso la Quantum Technologies Flagship, e l'Italia ha avviato il proprio percorso con investimenti dedicati nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e con la costituzione di centri di competenza specifici.
Il modello dell'open innovation adottato da Leonardo con Solvers Wanted non è nuovo, ma applicarlo alle tecnologie quantistiche rappresenta una scelta significativa. Significa riconoscere che le competenze necessarie sono distribuite — nelle università, nei centri di ricerca, nelle startup — e che un grande gruppo industriale, per quanto strutturato, non può fare tutto da solo.
La questione resta aperta su un punto cruciale: la capacità del sistema-Paese di trasformare eccellenze di ricerca in prodotti e servizi competitivi. Contest come quello di Leonardo possono funzionare da ponte tra questi due mondi, a patto che i risultati non restino confinati a presentazioni e paper, ma trovino la strada verso applicazioni operative.
Domande frequenti
Cos'è il programma Solvers Wanted di Leonardo?
È un'iniziativa di open innovation attraverso cui Leonardo propone sfide tecnologiche concrete a ricercatori, startup e innovatori esterni, invitandoli a presentare soluzioni. L'edizione 2026 è dedicata interamente alle tecnologie quantistiche, con tre sfide specifiche su navigazione, comunicazioni e imaging.
Chi può partecipare al contest sulle soluzioni quantistiche?
Il programma è generalmente aperto a un ampio ventaglio di soggetti: gruppi di ricerca universitari, centri di ricerca pubblici e privati, startup e PMI innovative, sia italiani che internazionali. I dettagli specifici sui requisiti di partecipazione sono disponibili sulla piattaforma ufficiale del contest.
Perché la navigazione senza GPS è importante?
La dipendenza dal segnale GPS rappresenta una vulnerabilità critica in scenari operativi dove il segnale può essere disturbato o falsificato. I sensori quantistici — come orologi atomici ultraprecisi e accelerometri quantistici — offrono la possibilità di mantenere la capacità di navigazione anche in assenza totale di segnale satellitare.
Cosa sono le comunicazioni quantistiche free space?
Sono sistemi di trasmissione dell'informazione che utilizzano stati quantistici della luce (tipicamente singoli fotoni) per comunicare attraverso l'atmosfera, senza fibre ottiche. La principale applicazione è la distribuzione quantistica di chiavi crittografiche, che garantisce un livello di sicurezza teoricamente inviolabile.