- Un volume che colma un vuoto
- Chi sono i curatori
- Disabilità visive e uditive: perché trattarle insieme
- Cosa trovano i docenti dentro il libro
- Il quadro normativo italiano sull'inclusione
- Domande frequenti
Un volume che colma un vuoto
Nella sterminata produzione editoriale dedicata alla didattica inclusiva, le disabilità sensoriali restano spesso ai margini del discorso. Se ne parla per lo più in modo frammentario: da una parte la cecità, dall'altra la sordità, quasi mai le due condizioni vengono messe in dialogo tra loro. Eppure chi lavora ogni giorno nelle aule scolastiche sa bene che le sfide comunicative, relazionali e didattiche poste dagli alunni con deficit visivo o uditivo condividono un terreno comune, fatto di corpi che cercano canali alternativi per apprendere e partecipare.
A colmare questa lacuna arriva "Vedere, sentire con tutto il corpo", pubblicato da Mondadori Università nel dicembre 2025. Si tratta di un saggio articolato in circa 360 pagine di trattazione, a cui si aggiunge una sezione antologica di 40 pagine con testi di riferimento selezionati dai curatori. Non un manuale nel senso tradizionale del termine, ma piuttosto un percorso ragionato che accompagna insegnanti, educatori e operatori del sostegno lungo le coordinate teoriche e pratiche dell'inclusione scolastica degli allievi con disabilità sensoriali.
Chi sono i curatori
Il progetto editoriale porta la firma di un team di studiosi legati all'Università di Torino, ateneo che vanta una consolidata tradizione di ricerca nel campo della pedagogia speciale.
A curare il volume sono:
- Marisa Pavone, tra le voci più autorevoli della pedagogia speciale italiana, da anni impegnata nello studio dei modelli di inclusione scolastica;
- Enrico Dolza, esperto di educazione dei sordi e figura di riferimento nel panorama della sordità e comunicazione;
- Elisabetta Grande, studiosa con competenze trasversali nell'ambito dell'accessibilità e dei diritti;
- Alessandro Monchietto, ricercatore attento alle dimensioni filosofiche e antropologiche della disabilità.
Una squadra volutamente interdisciplinare. La scelta non è casuale: affrontare le disabilità sensoriali a scuola richiede uno sguardo che oltrepassi i confini della singola disciplina, intersecando pedagogia, linguistica, psicologia dello sviluppo e normativa scolastica.
Disabilità visive e uditive: perché trattarle insieme
È il tratto più originale del volume. Tradizionalmente, la letteratura scientifica e la manualistica per i docenti separano nettamente il mondo della cecità da quello della sordità. Le ragioni sono comprensibili: le due condizioni coinvolgono canali sensoriali diversi, strumenti compensativi differenti — dal Braille alla Lingua dei Segni Italiana (LIS) — e percorsi riabilitativi che seguono logiche proprie.
Eppure, stando a quanto emerge dal lavoro dei quattro curatori, esiste un filo rosso che lega le esperienze degli alunni sordi e ciechi a scuola: entrambi i gruppi si trovano a negoziare quotidianamente l'accesso alla comunicazione in un ambiente — l'aula — pensato prevalentemente per chi vede e sente. Entrambi richiedono ai docenti una riprogettazione delle prassi inclusive, che parta dal riconoscimento delle specificità percettive e comunicative di ciascun allievo.
Il titolo stesso — Vedere, sentire con tutto il corpo — sintetizza questa prospettiva: la percezione non si riduce ai singoli organi di senso, ma coinvolge l'intero corpo come strumento di relazione con il mondo.
Cosa trovano i docenti dentro il libro
Il volume si rivolge in primo luogo agli insegnanti curricolari e di sostegno, ma anche a educatori, assistenti alla comunicazione e studenti dei corsi di specializzazione. L'obiettivo dichiarato è duplice: fornire un quadro teorico solido e, al tempo stesso, offrire indicazioni operative spendibili nella pratica quotidiana.
Tra i contenuti principali:
- L'analisi delle specificità comunicative degli allievi con disabilità visiva e uditiva, con attenzione ai diversi gradi e alle diverse forme di deficit sensoriale;
- Le prassi relazionali che favoriscono un clima di classe realmente inclusivo, a partire dalla gestione dello spazio, dei tempi e dei materiali didattici;
- Indicazioni su come costruire un progetto educativo individualizzato che tenga conto delle risorse — e non solo dei limiti — dell'alunno con disabilità sensoriale;
- La sezione antologica finale, che raccoglie contributi fondamentali della riflessione nazionale e internazionale sul tema.
Un aspetto particolarmente apprezzabile è l'attenzione al linguaggio. Il volume evita il tono pietistico che ancora oggi attraversa parte della pubblicistica sulla disabilità, privilegiando un approccio che restituisce centralità al soggetto e alla sua esperienza corporea.
Uno strumento anche per la formazione iniziale
Per chi sta affrontando il percorso di specializzazione sul sostegno — i cosiddetti corsi TFA sostegno — il libro rappresenta un riferimento aggiornato e organico. Non è raro, infatti, che i futuri docenti specializzati arrivino in aula con una preparazione approfondita sui disturbi specifici dell'apprendimento o sulle disabilità intellettive, ma con una conoscenza più superficiale delle disabilità sensoriali. Questo volume contribuisce a riequilibrare il quadro.
Il quadro normativo italiano sull'inclusione
Va ricordato che l'Italia è stata tra i primi Paesi al mondo a scegliere la strada dell'inclusione scolastica piena, con la Legge 517 del 1977 che abolì le classi differenziali. Un modello poi rafforzato dalla Legge 104/1992, dal D.Lgs. 66/2017 e dalle successive modifiche introdotte dal D.Lgs. 96/2019, che hanno ridefinito il profilo di funzionamento su base ICF e il Piano Educativo Individualizzato.
Tuttavia, come sottolineato da più parti, il divario tra il dettato normativo e la realtà delle aule resta significativo. Per gli alunni con disabilità sensoriali, la questione si complica ulteriormente: la presenza di figure specializzate — assistenti alla comunicazione per i sordi, assistenti tiflodidattici per i ciechi — dipende in larga misura dalle risorse degli enti locali, con disparità territoriali marcate.
È proprio in questo spazio tra norma e prassi che un volume come Vedere, sentire con tutto il corpo trova la sua ragione d'essere più profonda. Non basta che la legge garantisca il diritto all'inclusione: servono docenti formati, consapevoli, capaci di leggere i bisogni comunicativi dei propri allievi e di costruire risposte didattiche adeguate.
La pubblicazione, dunque, non si limita ad arricchire la biblioteca del pedagogista. Aspira — e per molti versi riesce — a diventare uno strumento di lavoro per chi, ogni mattina, entra in classe con la responsabilità di non lasciare nessuno indietro.
Domande frequenti
A chi si rivolge il volume "Vedere, sentire con tutto il corpo"?
Il libro è pensato per docenti curricolari e di sostegno, educatori, assistenti alla comunicazione e studenti dei percorsi di specializzazione. Può essere utile anche a genitori e operatori socio-sanitari che collaborano con la scuola nell'ambito dell'inclusione di alunni con disabilità sensoriali.
Perché le disabilità visive e uditive vengono trattate nello stesso volume?
I curatori hanno scelto un approccio unitario perché le due condizioni, pur coinvolgendo canali sensoriali diversi, pongono sfide analoghe in termini di accesso alla comunicazione e alla partecipazione scolastica. L'idea di fondo è che il corpo, nella sua interezza, sia il vero protagonista della percezione e dell'apprendimento.
Dove si può acquistare il libro?
Essendo pubblicato da Mondadori Università, il volume è disponibile nelle principali librerie fisiche e online, oltre che sul sito dell'editore. Il prezzo e la disponibilità possono variare a seconda del canale di vendita.
Il libro contiene indicazioni pratiche per la didattica?
Sì. Oltre alla parte teorica, il volume offre indicazioni operative su prassi relazionali e inclusive, gestione dello spazio e dei materiali didattici, e strategie per costruire un progetto educativo individualizzato attento alle risorse dell'alunno.