Loading...
Partinico, all'Istituto Dalla Chiesa una giornata dedicata al diritto al gioco tra sport, poesia e solidarietà
Scuola

Partinico, all'Istituto Dalla Chiesa una giornata dedicata al diritto al gioco tra sport, poesia e solidarietà

Studenti e docenti del "Carlo Alberto Dalla Chiesa" protagonisti di un evento che ha coinvolto l'intera comunità locale: attività sportive, artistiche e momenti di riflessione sulla crescita e la resilienza

Il diritto al gioco come diritto fondamentale

C'è un articolo della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza — il 31, per la precisione — che troppo spesso finisce in secondo piano rispetto ai grandi temi dell'istruzione e della salute. Eppure sancisce qualcosa di essenziale: il diritto al gioco, al riposo, al tempo libero e alla partecipazione ad attività ricreative, artistiche e culturali. Un diritto che, nelle aule scolastiche italiane, rischia talvolta di essere compresso tra programmi ministeriali serrati e prove standardizzate.

A Partinico, in provincia di Palermo, l'Istituto Comprensivo "Carlo Alberto Dalla Chiesa" ha scelto di riportare questo diritto al centro della propria proposta educativa. Lo ha fatto con una giornata intera dedicata allo sport, alla creatività e alla solidarietà, coinvolgendo studenti, docenti e famiglie in un evento che ha lasciato il segno ben oltre il perimetro del cortile scolastico.

Una giornata di sport, arte e resilienza

Non una semplice festa di fine quadrimestre. L'evento organizzato dall'Istituto Dalla Chiesa di Partinico ha avuto un impianto preciso, costruito attorno a tre pilastri: attività sportive, espressione artistica e riflessione collettiva sui temi della crescita e della resilienza.

Gli studenti hanno preso parte a percorsi motori, giochi di squadra e laboratori che mescolavano il movimento fisico con la dimensione creativa. Poesia, musica, disegno: le attività artistiche nella scuola primaria si sono intrecciate con lo sport in un programma pensato per parlare ai bambini e ai ragazzi attraverso linguaggi diversi, tutti ugualmente legittimi.

Colpisce, stando a quanto emerge dai racconti di chi ha partecipato, il clima che si è respirato durante la giornata. Non competizione fine a sé stessa, ma collaborazione. Non performance, ma partecipazione. Una scelta pedagogica chiara, che riflette una visione dello sport come strumento di libertà e inclusione, non di selezione.

Il filo rosso della solidarietà

A tenere insieme le diverse attività è stato un tema trasversale: la solidarietà. I momenti di lettura condivisa e le poesie recitate dagli alunni non erano semplici intermezzi, ma parte integrante di un percorso che puntava a far emergere il legame profondo tra il gioco, la cura dell'altro e la costruzione di una comunità più coesa. In un territorio come quello di Partinico, dove la scuola rappresenta spesso il primo presidio di legalità e cittadinanza attiva, iniziative di questo tipo assumono un peso specifico particolare.

Il coinvolgimento della comunità locale

Uno degli aspetti più significativi della giornata è stato il suo impatto sulla comunità. L'evento non è rimasto confinato tra le mura dell'istituto: famiglie, associazioni del territorio e cittadini hanno partecipato attivamente, trasformando un'iniziativa scolastica in un momento di aggregazione collettiva.

È un modello che diverse scuole siciliane stanno sperimentando con risultati incoraggianti: aprire i cancelli, far entrare il quartiere, restituire alla scuola quel ruolo di centro civico che le compete per vocazione e che le riforme degli ultimi decenni hanno talvolta indebolito. L'Istituto "Carlo Alberto Dalla Chiesa" — intitolato, vale la pena ricordarlo, al prefetto assassinato dalla mafia nel 1982 — porta nel proprio nome un impegno che va ben oltre la didattica curricolare.

I docenti coinvolti hanno lavorato per settimane alla preparazione dell'evento, coordinando progetti educativi legati allo sport con le attività ordinarie. Un lavoro sommerso, come spesso accade nel mondo della scuola italiana, che raramente ottiene la visibilità che meriterebbe.

Sport e libertà: il valore educativo del gioco a scuola

La giornata di Partinico si inserisce in un dibattito più ampio che attraversa il sistema scolastico italiano. Le Indicazioni nazionali per il curricolo riconoscono all'educazione motoria e al gioco un ruolo centrale nella formazione della persona, eppure nella pratica quotidiana le ore dedicate a queste attività restano insufficienti, soprattutto nella scuola primaria.

L'introduzione dell'insegnante specialista di educazione motoria nelle classi quarte e quinte della primaria, avviata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito a partire dall'anno scolastico 2022/2023, ha rappresentato un passo avanti. Ma il cammino è lungo. Servono palestre adeguate, materiali, formazione. E serve, soprattutto, una cultura scolastica che riconosca al diritto al gioco dei bambini la stessa dignità riservata all'apprendimento delle discipline tradizionali.

L'esperienza dell'Istituto Dalla Chiesa dimostra che quando una scuola decide di investire su questo fronte, i risultati si vedono. Non solo in termini di benessere degli studenti, ma anche di coesione sociale, di motivazione, di senso di appartenenza. Quel tipo di risultati che nessun test INVALSI potrà mai misurare, ma che fanno la differenza nella vita di una comunità.

Partinico, in fondo, ha ricordato a tutti una cosa semplice: un bambino che gioca è un bambino che cresce. E una scuola che lo capisce è una scuola che funziona.

Domande frequenti

Cos'è il diritto al gioco e dove è sancito?

Il diritto al gioco è riconosciuto dall'articolo 31 della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, ratificata dall'Italia con la legge n. 176 del 1991. Prevede che ogni bambino abbia diritto al riposo, al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età, nonché a partecipare liberamente alla vita culturale e artistica.

Quali attività sono state organizzate dall'Istituto Dalla Chiesa di Partinico?

L'istituto ha organizzato una giornata che ha combinato attività sportive (percorsi motori, giochi di squadra), attività artistiche (poesia, letture condivise, laboratori creativi) e momenti di riflessione sui temi della resilienza e della solidarietà, coinvolgendo studenti, docenti e la comunità locale.

Perché lo sport a scuola è importante per la crescita degli studenti?

Le attività sportive e il gioco contribuiscono allo sviluppo fisico, cognitivo, emotivo e sociale dei bambini. Favoriscono l'inclusione, rafforzano l'autostima, insegnano il rispetto delle regole e la collaborazione. Le Indicazioni nazionali italiane riconoscono all'educazione motoria un ruolo fondamentale nel percorso formativo.

Pubblicato il: 1 marzo 2026 alle ore 19:00

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it

Articoli Correlati